Cronaca Italia

Fabio Di Lello, chiesto ergastolo per omicidio di Italo D’Elisa a Vasto

Fabio Di Lello, chiesto ergastolo per omicidio di Italo D'Elisa a Vasto

Fabio Di Lello, chiesto ergastolo per omicidio di Italo D’Elisa a Vasto

CHIETI – Fabio Di Lello potrebbe essere condannato all’ergastolo per l’omicidio di Italo D’Elisa a Vasto. Questa la richiesta di condanna da parte della Procura di Vasto per Di Lello, accusato di omicidio volontario premeditato quando lo scorso 1° febbraio ha estratto la pistola e ha sparato tre volte al giovane che aveva ucciso la moglie, Roberta Smargiassi, in un incidente stradale qualche mese prima.

Di Lello ha scelto il rito abbreviato e il processo sta procedendo a porte chiuse. Il procuratore di Vasto, Giampiero Di Florio, al termine della requisitoria in aula il 20 marzo ha chiesto come condanna l’ergastolo:

“Non c’è una ricostruzione alternativa dei fatti, abbiamo dimostrato le prove evidenti sulla premeditazione. Alla Corte d’Assise è stato chiesto di non concedere le attenuanti generiche. Fabio Di Lello non è stato avvertito da alcuno quando Italo D’Elisa è giunto al bar. Di Lello conosceva le abitudini di vita del giovane ucciso. Oggi abbiamo ricostruito l’intero fatto, con slide e video, e riteniamo non si possa trovare la provocazione e la minorata difesa. Si vede anche il momento in cui Di Lello spara a D’Elisa”.

 

Il quotidiano Repubblica riporta la versione di Di Lello, che ha detto di aver perso la testa per uno “sguardo di sfida:

“Dopo aver sparato Di Lello lasciò la pistola semiautomatica in una busta di plastica sulla tomba della moglie. Si costituì poche ore dopo. Prima di consegnarsi Fabio Di Lello ha chiamato un amico dicendogli che aveva ucciso l’assassino di sua moglie e che stava andando al cimitero per salutare la sua Roberta. Lo faceva ogni giorno da quando era scomparsa, passava per un minuto, a volte per ore. Secondo alcuni testimoni, a volte si fermava perfino a mangiare davanti la tomba.

L’incidente in cui Roberta Smargiassi aveva perso la vita era accaduto i primi giorni dello scorso luglio. All’incrocio tra corso Mazzini e via Giulio Cesare, era stata investita in scooter da una Fiat Punto guidata da D’Elisa che non si era fermato al semaforo rosso. Dopo l’urto la Punto era finita contro una Renault Clio nella corsia opposta. Lo scooter invece su uno dei semafori all’incrocio e il corpo della donna era rotolato sull’asfalto. Roberta lavorava nel panificio del suocero, una delle panetterie più rinomate di Vasto. La sera dell’incidente, un venerdì sera, stava andando dai genitori in corso Mazzini. Era quasi a casa. “Mamma sto arrivando”, l’ultima telefonata”.

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