Cronaca Italia

Fabio Di Lello, gli avvocati: “Comprò la pistola per togliersi la vita, non per uccidere Italo D’Elisa”

Fabio Di Lello, gli avvocati: "Comprò la pistola per togliersi la vita, non per uccidere Italo D'Elisa"

Fabio Di Lello, gli avvocati: “Comprò la pistola per togliersi la vita, non per uccidere Italo D’Elisa”

VASTO – “Fabio Di Lello la pistola l’ha acquistata sei mesi prima dell’omicidio per usarla contro se stesso. L’acquisto non era finalizzato ad uccidere Italo D’Elisa”. Oggi, 2 marzo, è iniziato il processo in Assise per l’omicidio di Italo D’Elisa. Fabio Di Lello è accusato di aver premeditato l’omicidio dell’uomo che investì e uccise sua moglie, Roberta Smargiassi. E rischia l’ergastolo. “Il giudizio abbreviato richiesto è condizionato a una perizia psichiatrica per affermare le necessità della seminfermità mentale di Fabio Di Lello e l’esclusione della premeditazione” ha spiegato all’uscita dal Tribunale di Lanciano uno dei legali di Fabio Di Lello, l’avvocato Giovanni Cerella.

Gli avvocati di Fabio Di Lello però spiegano la linea difensiva: “Di Lello andava al cimitero quotidianamente, fino a sera. Pensava sempre alla sua signora, Roberta Smargiassi. Per questo ha preso la pistola, per eliminare se stesso e per questo motivo dovrebbe essere tolta la premeditazione. Non è stata vendetta lucida per l’investimento mortale della moglie Roberta”.

“Il processo è iniziato e lo facciamo in aula dando la parola ai tecnici e agli schieramenti, è chiara la nostra linea difensiva – ha aggiunto il secondo legale dell’imputato, Pierpaolo Andreoni. “Di Lello, lo avete visto oggi, è ragazzo provato, sofferente. E’ ingrassato 30 chili. Un percorso di grave sofferenza psicologica il suo. Non sempre ha momenti di contatto con realtà e vive nella sua immaginazione, nel suo mondo. Noi lo dobbiamo difendere”.

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