Cronaca Italia

Fabio Di Lello usava psicofarmaci ma aveva porto d’armi regolare

Fabio Di Lello usava psicofarmaci ma aveva porto d'armi regolare

VASTO – Era in cura psicologica, assumeva anche psicofarmaci Fabio Di Lello, che ha ammazzato Italo d’Elisa a Vasto. Lo dice sua madre, Michelina Foglio, le cui parole sono riportate dal Corriere della Sera. Di Lello ha vendicato così la morte di Roberta Smargiassi, la moglie che era stata investita a morte proprio da d’Elisa. Nonostante questi problemi psichici però Fabio Di Lello aveva il porto d’armi…e da qui la pistola che si è rivelata arma del delitto.

Riporta Andrea Pasqualetto sul Corriere:

«Pensavo che si ammazzasse lui». È Michelina Foglio, la madre di Fabio Di Lello. La signora non sa se parlare, se tacere, prima si allontana, poi si ferma. «Vieni via», la trascina il marito. Parla lui: «Qui ci sono tre tragedie adesso…», ma non fa in tempo ad articolare il discorso che arriva l’altro figlio, fratello di Fabio: «Basta!». E così rientrano in casa tutti e tre. Escono dopo mezz’ora e, tranquillizzati forse dal fatto di non vedere telecamere, parla il fratello. «La verità è che Fabio non stava bene e io temevo molto che facesse qualcosa…». Qualcosa a Italo? «Diciamo qualcosa in generale…». Suicidio? «Sì anche». Era in cura Fabio e prendeva da tempo psicofarmaci per trovare un nuovo equilibrio. «Ma non ce la faceva», aggiunge. «Sì — ribadisce la madre —. Io non pensavo che uccidesse qualcuno ma che potesse…»

Si terrà in Procura a Vasto lunedì prossimo 6 febbraio a mezzogiorno l’incidente probatorio, richiesto dal sostituto procuratore della Repubblica Gabriella De Lucia, per verificare le telefonate fatte e ricevute dal cellulare e per documentare il traffico e i contenuti del computer di Fabio Di Lello. In particolare si vuol scoprire se qualcuno ha avvertito telefonicamente mercoledì pomeriggio Di Lello mentre era sul campo di calcio ad allenarsi a Cupello, informandolo della presenza di Italo D’Elisa davanti al Drink Bar in via Perth. “In pratica – dice Pompeo Del Re, avvocato della famiglia del giovane assassinato – vogliamo sapere se c’è stato un complice che ha segnalato gli spostamenti del povero Italo. Nomineremo un tecnico per assisterci in questa fase investigativa”.

Intanto si è avvalso della facoltà di non rispondere Fabio Di Lello, interrogato in carcere. Un faccia a faccia durato poco più di due minuti, nella drammaticità di un passaggio dovuto per l’omicidio di Italo D’Elisa. “Non era nelle condizioni e nella serenità necessari per parlare” dicono i suoi legali Giovanni Cerella e Pierpaolo Andreoni. A carico di Di Lello la Procura ha formulato il reato di omicidio volontario premeditato e si è riservata più tempo in ordine alla convalida e all’adozione delle misure cautelari. Di Lello era in tuta e prima del confronto con i magistrati aveva avuto il tempo di parlare con i suoi legali. Già di buon mattino Andreoni si era recato in carcere per parlare con il suo assistito.

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