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Fabio Giacconi e Roberta Pierini uccisi, figlia condannata a 18 anni

ANCONA – La figlia di Fabio Giacconi e Roberta Pierini è stata condannata a 18 anni di carcere per complicità nell’omicidio dei genitori. La ragazza di 17 anni è accusata di aver aiutato l’ex fidanzato, Antonio Tagliata, ad uccidere i genitori che ostacolavano il loro rapporto. Il Gup Francesca Giaquinto, che l’ha processata con il rito abbreviato, ha accolto la richiesta di condanna del pm Giovanna Lebboroni.

La 17enne di Ancona condannata a 18 anni dal Gup dei minori per concorso nell’omicidio dei genitori, è ”socialmente pericolosa”, e il giudice ha disposto nei suoi confronti la misura di sicurezza della libertà vigilata dopo l’espiazione della condanna.

Subito dopo la lettura della sentenza, la ragazza è scoppiata a piangere. Lo hanno riferito i suoi legali, che hanno assistito all’udienza insieme ad alcuni familiari. Ora verrà riaccompagnata nell’istituto penale minorile di Nisida, a Napoli, dove è detenuta e ha iniziato un percorso di recupero, assistita da alcuni psicologi.

Il 26 luglio il giudice ha proclamato la condanna per colpevolezza della giovane, che insieme al fidanzato reo confesso è accusata di aver ucciso i genitori. Tagliata ha sparato una raffica di colpi di pistola contro i coniugi Giacconi, mentre la figlia lo incitava a continuare, secondo i racconti del ragazzo.

Nel giorno di lunedì 25 luglio è stata un’udienza fiume durata 10 ore quella in cui le parti, il procuratore per i minori e la difesa – gli avvocati Paolo Sfrappini e Augusto La M – hanno illustrato le loro conclusioni davanti al gup dei minori. La giovane, che ha 17 anni, era presente in aula e in alcuni frangenti ha pianto ascoltando la ricostruzione di quei tragici momenti. Secondo l’accusa, la ragazza, detenuta nell’istituto minorile di Nisida, sarebbe stata complice a tutti gli effetti nel duplice delitto: arrivò con l’ex fidanzato a casa dei genitori, sarebbe stata consapevole che la pistola cal. 9×21 portata da Antonio era vera, aprì la porta, lo avrebbe istigato a uccidere gridandogli di sparare e poi scappò con lui. Il procuratore ritiene dunque credibile la ricostruzione fornita Tagliata, che ha confessato il delitto.

Tutt’altra versione dei fatti hanno fornito i difensori, secondo i quali invece la ragazza sarebbe stata assolutamente estranea al massacro e andò poi via con l’ex fidanzato solo per paura: la ragazza, hanno ribadito, era convinta che l’arma mostratagli da Antonio fosse finta e che l’incontro con i genitori doveva essere solo un chiarimento. Sulla presunta istigazione a sparare, i legali hanno respinto l’ipotesi: Antonio sparò all’improvviso, hanno osservato, e colpì prima la Pierini, smentendo il fatto che la ragazza avesse gridato all’ex fidanzato di sparare per proteggerlo dal padre in procinto di aggredirlo.