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Fabrizio Corona, Francesca Persi esce dal carcere e va ai domiciliari

MILANO – Esce dal carcere milanese di San Vittore Francesca Persi, la collaboratrice di Fabrizio Corona arrestata insieme all’ex fotografo dei vip il 10 ottobre scorso con l’accusa di intestazione fittizia di beni. Il Tribunale del Riesame, su richiesta del suo avvocato Cristina Morrone, ha attenuato la misura cautelare disponendo gli arresti domiciliari per la amministratrice della Atena Srl, la società di promozione eventi al centro dell’inchiesta della Dda milanese.

Non è noto se i giudici accoglieranno la richiesta di revoca dell’ordinanza anche per Corona. L’ex paparazzo rimarrebbe comunque in carcere, in virtù della revoca dell’affidamento in prova ai servizi sociali, regime con cui stava scontando dal giugno 2015 le condanne definitive (il cumulo pene residuo, al momento, è di 5 anni e un mese). L’8 novembre per Corona ci sarà l’udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza sulla revoca o meno dell’affidamento in prova.

Nell’interrogatorio di qualche giorno fa, come ha chiarito il difensore, Persi si è difesa spiegando che quei 1,7 milioni di euro in contanti trovati nel controsoffitto della sua abitazione “sono i soldi della società Atena, guadagnati in nero e bisognava solo trovare un modo per versare l’Iva e i termini per versarla erano ancora aperti”. Allo stesso modo, secondo Persi e la sua difesa, i contanti portati in Austria e versati su un conto “non sono soldi di Corona ma della società”, di cui la donna era amministratrice.

La donna, ha aggiunto il difensore, si è dimessa da amministratrice della società. Ecco quello che ha spiegato Corona al gip: “Quei soldi trovati nel controsoffitto e anche quelli in Austria sono frutto del mio lavoro e di quello della società Atena, dieci mesi di lavoro frenetico che ho portato avanti da quando ho ottenuto l’ affidamento in prova sul territorio e fino all’altro giorno”. L’ex re dei paparazzi, sempre a detta del difensore, ha anche aggiunto: “Dopo averli nascosti e averne portato una parte in Austria, avevo intenzione di dare una svolta alla mia vita, di pagare le tasse e le sanzioni e di mettermi in regola”. Secondo la difesa, non si tratterebbe nemmeno di evasione fiscale al momento, “perché i termini per pagare le tasse sono ancora aperti”.