Cronaca Italia

Faenza: ragazza si impicca perchè condannata a risarcire prof che l’avrebbe molestata

Faenza: ragazza si impicca perchè condannata a risarcire prof che l'avrebbe molestataRAVENNA – Si è tolta la vita, impiccandosi, a soli 23 anni, nella sua cameretta a Faenza (Ravenna). Dopo aver passato otto anni di aule di tribunali passate a denunciare un professore che l’avrebbe molestata per un anno nel suo liceo, nessuno le ha creduto a parte i suoi genitori e i suoi amici. Il docente è stato condannato in primo grado. Ma nonostante ciò i genitori della giovane dovranno pagare 40mila euro al presunto molestatore per risarcimento in causa civile.

La storia la racconta Libero:

Tra le mura della scuola inizia il calvario di Angela (nome di fantasia), finito domenica, nella sua abitazione, nel peggiore dei modi, con un biglietto abbandonato sul letto: «Voi siete genitori meravigliosi, il problema sono io, la vita è difficile e io non ho più la forza».

Amante dell’arte, «aveva tutti nove in pagella», dicono i conoscenti, la ragazza scopre suo malgrado le attenzioni morbose e imbarazzanti di un prof.

È il 7 febbraio del 2007 quando la giovane viene vista piangente in un angolo del cortile della scuola. Due insegnantile si avvicinano. Lei si sfoga. Alla polizia racconterà di essere stata bloccata contro la parete di un ascensore, baciata e palpeggiata dal suo insegnante: l’episodio culmine di anni di avances e attenzioni ripugnanti. Il prof è un artista con esperienze all’estero, carattere affabile, di quelli che stanno in cattedra come stessero tra i banchi.

Di mese in mese quel brutto colpo ha riflessi sulla sua pagella e sul suo stile di vita. Angela arriva a un passo dalla depressione, sirivolge a un centro di salute mentale e conosce il tunnel delle dipendenze. La scuola quasi si divide. C’è chi assiste non impassibile al declino della ragazza e chi invece conserva granitica fedeltà al professore. «L’obiettivo del docente era dimostrare che ci sarebbe stata malizia anche da parte della giovane, tutta la sua difesa è stata di fatto delegata ad altri», dice oggi l’avvocato della famiglia. Quella strategia costerà 6 mesi di carcere al docente, con tanto di blitz a scuola della squadra mobile.

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