Blitz quotidiano
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Falsa cieca risarcirà Asl dove lavora: guidava “disinvolta”

ROMA – Falsa cieca risarcirà Asl dove lavora: guidava “disinvolta”. A giudicare da come sfrecciava disinvolta sulla sua minicar, da come attraversava la strada senza tentennamento alcuno, andava al supermercato da sola ecc… Giovanna Gentili cieca davvero non lo era e non possedeva quindi nemmeno i requisiti per ottenere l’indennità prevista per gli ipovedenti, l’orario di lavoro ridotto nel suo posto di centralinista presso una Asl di Albano Laziale, vicino Roma.

Falsa cieca. Le verifiche del caso affidate ai carabinieri sono state disposte dalla Corte dei Conti che adesso ha presentato il conto alla signora: quasi 6mila euro da restituire alla Al per i sei anni in cui, scrivono i magistrati, “ha simulato un grave deficit visivo in realtà inesistente”. Giovanna Gentili, proseguono i magistrati, “si è illegittimamente e illecitamente avvantaggiata con palese e grave violazione delle disposizioni di riferimento, in maniera continuativa e in un arco temporale considerevole”

I fatti risalgono al periodo che va dal 2006 al 2012. La donna lavorava nell’ambulatorio medico come centralinista, mansione che in precedenza aveva svolto anche nel Comune di Marino. Avrebbe percepito l’indennità prevista per gli ipovedenti «nonostante non ne avesse diritto, in quanto priva dei requisiti», è scritto nel dispositivo. Il compenso intascato, quindi, «deve essere restituito, perché ha causato un danno economico all’ente». La centralinista è anche già stata condannata in primo grado dal tribunale penale. In sua difesa, ha depositato una sfilza di certificati medici e documenti sanitari. Non ha però convinto i giudici, che l’hanno accusata di aver finto per «un lungo arco di tempo». (Michele Allegri, Il Messaggero)