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Figli inesistenti, parenti disabili: mille immigrati truffano il Fisco

TREVISO – False dichiarazioni dei redditi: mille denuncia per un danno allo Stato da tre milioni di euro. Le presunte false dichiarazioni con il modello 730 sono state presentate in un Centro di assistenza fiscale di Bologna. A scoprire il raggiro è stata la Procura di Treviso, insospettita dal fatto che moltissimi stranieri che vivevano nella Marca trevigiana andassero a fare la dichiarazione dei redditi in un unico caf bolognese.

Gli inquirenti sono così arrivati a scoprire il raggiro da tre milioni di euro, riuscendone a recuperare soltanto uno. Allo stesso tempo la Guardia di Finanza di Treviso ha segnalato mille stranieri all’autorità giudiziaria per indebite percezioni di erogazioni a danno dello Stato.

Gli indagati, tutti cittadini stranieri residenti sull’intero territorio nazionale, con la compiacenza del responsabile del Caf ricorrevano, infatti, a diversi artifici per conseguire rimborsi Irpef non dovuti: nel modello 730 dichiaravano crediti d’imposta inesistenti, oppure la presenza di altri familiari a carico residenti all’estero e privi di codice fiscale, o ancora detrazioni per figli non esistenti in affidamento preadottivo, anche disabili.

Ai finanzieri il sospetto è venuto quando hanno notato un numero consistente di immigrati rivolgersi anziché ad un Caf della Marca a uno bolognese a cui erano state sottoposte mille dichiarazioni dei redditi infedeli, presentate o già compilate e in attesa di essere trasmesse all’Agenzia delle Entrate, finalizzate a beneficiare di crediti d’imposta non spettanti. In detrazioni parenti disabili senza che lo fossero, spese sanitarie mai sostenute e tanti altri casi simili.

L’indagine ha permesso di svelare l’intero meccanismo e di ottenere anche l‘annullamento di oltre 300 modelli 730/2016, da poco presentati, con l’indicazione di quasi un milione di euro di crediti Irpef non spettanti, che così non saranno liquidati.

Il Caf bolognese, in cambio di compensi, avrebbe agevolato le pratiche di numerosi clienti, consentendo loro di percepire indebiti crediti Irpef, liquidati in oltre due milioni di euro, attraverso l’aggiramento per anni (dal 2012) del sistema informatico di “controllo automatizzato” delle dichiarazioni dei redditi.

La magistratura bolognese ha disposto a carico del consulente fiscale il sequestro preventivo d’urgenza dell’immobile sede del Centro Direzionale utilizzato dall’indagato per l’esercizio dell’attività.


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