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Fausta Bonino, l’infermiera di Piombino, rischia di tornare in cella

ROMA – Fausta Bonino, l’infermiera accusata di aver provocato la morte di 13 pazienti ricoverati all’ospedale di Piombino, rischia di tornare in carcere. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Procura di Livorno contro la revoca delle misure cautelari a carico della donna, che secondo l’accusa avrebbe ucciso i pazienti ricoverati nel reparto di anestesia e rianimazione somministrando loro dosi eccessive di eparina. Dopo la decisione della Cassazione si attende il pronunciamento del tribunale del riesame di Firenze.

Fausta Bonino venne arrestata il 31 marzo e scarcerata con ordinanza del tribunale della libertà del capoluogo toscano il 15 aprile scorso dopo 21 giorni di cella. Da allora è stata trasferita dalla Asl ad un altro reparto.

Il suo avvocato si dice fiducioso: “Fausta Bonino non tornerà in carcere. Lei è serena anche se c’è rimasta male come tutti noi: non si aspettava questa decisione”, ha detto l’avvocato dell’infermiera, Cesarina Barghini. “Non conosco ancora le osservazioni della Cassazione, ma certo non ci sono, dopo sei mesi, esigenze cautelari: non è scappata e non ha ucciso nessuno”, aggiunge l’avvocato.

– Il tribunale del riesame di Firenze “rivisiterà il provvedimento secondo gli indirizzi della Cassazione. Si tratta solo di un altro schiaffo all’economia giudiziaria”, aggiunge l’avvocato Cesarina Barghini, convinta che non ci saranno altre novità prima di un mese, tanto dovrebbe trascorrere dal nuovo pronunciamento del riesame. “Non sono preoccupata: non credo che la procura chiederà nuovamente una misura cautelare in carcere per la mia assistita. Vorrei vedere come potrebbe essere concessa da un gip che ha ordinato una serie di accertamenti, quelli che doveva fare il pm, a 5 luminari, e non ci sono esigenze di misure cautelari. Sono solo perplessa”, conclude l’avvocato specificando che Fausta Bonino non è mai rientrata a lavoro: “la Asl l’aveva sospesa e non ha mai revocato il provvedimento”.