Cronaca Italia

Federica Sciarelli indagata insieme a Henry John Woodcock. Sequestrato il telefonino di lei

Federica Sciarelli indagata insieme a Henry John Woodcock. "Ma lui non mi dice mai niente"

Federica Sciarelli indagata insieme a Henry John Woodcock. “Ma lui non mi dice mai niente” (Foto Ansa)

ROMA – La giornalista e conduttrice di Chi l’ha visto? Federica Sciarelli è indagata nell’inchiesta della Procura di Roma su Consip che vede indagato anche il suo amico, o compagno secondo molte voci, il pubblico ministero di Napoli Henry John Woodcock, uno dei protagonisti dell’avvio dell’inchiesta sugli appalti della centrale acquisti della pubblica amministrazione, sfociata nelle iscrizioni del ministro dello Sport, Luca Lotti, del comandante generale dell’Arma dei carabinieri, Tullio Del Sette, e del comandante dei carabinieri della Legione Toscana, generale Emanuele Saltalamacchia. 

Per Sciarelli e Woodock l’ipotesi di reato contestata è la stessa: rivelazione di segreto d’ufficio. O meglio: per la giornalista di Rai Tre il reato configurato è quello di concorso in rivelazione del segreto. Alla conduttrice di Chi l’ha visto? è stato sequestrato il telefonino. “Non posso aver rivelato nulla a nessuno – è stato il commento della Sciarelli – semplicemente perché Woodcock non mi svela nulla delle sue inchieste, tantomeno ciò che è coperto da segreto”.

Gli accertamenti al vaglio della Procura vertono sulla pubblicazione, il 21 dicembre scorso, su Il Fatto Quotidiano di un articolo a firma di Marco Lillo sull’inchiesta napoletana su Consip e sui rapporti di alcune delle persone coinvolte con il cosiddetto Giglio magico fiorentino.

L’inchiesta è stata da tempo trasferita a Roma per competenza territoriale. Il sospetto di chi indaga è che la Sciarelli sia stata il tramite per il passaggio delle informazioni dal pm anglo-napoletano al giornalista del Fatto Quotidiano.

“Ho assoluta fiducia nei colleghi della Procura di Roma e sono quindi certo che potrò chiarire la mia posizione, fugando ogni dubbio ed ombra sulla mia correttezza professionale e personale – ha dichiarato Woodcock, al quale è stato notificato un invito a comparire per il 7 luglio. Non nego, tuttavia – ha aggiunto il magistrato – di essere molto amareggiato, e che questo è per me un momento molto difficile. Posso però affermare, in piena serenità che la mia attività è sempre stata ispirata dal solo intento di servire la Giustizia, nel rispetto delle regole”.

Il giornalista Marco Lillo, sul sito del Fatto, ha sostenuto che la Procura di Roma è incorsa in un errore, non essendo né Woodcock la sua fonte, né la Sciarelli il tramite per veicolare le informazioni segrete. Lillo ha anche chiesto di essere sentito dai magistrati inquirenti per fornire la sua versione ed ha precisato il motivo di una sua telefonata del 20 dicembre scorso con la giornalista Sciarelli, emersa dalla lettura dei tabulati telefonici. “Ho solo chiesto se sapesse dove fosse Woodcock”, ha detto, ricevendo risposta negativa.

Quel giorno, dunque, immediatamente precedente alla pubblicazione dell’articolo, il giornalista, secondo la sua versione, cercò il pm Woodcock per verificare una notizia già in suo possesso (acquisizione di atti in Consip), ma non riuscì a contattare il magistrato.

Gli atti relativi al procedimento nei confronti del pm napoletano sono stati trasmessi dalla Procura di Roma al Ministero della Giustizia, al procuratore generale della Cassazione e al Consiglio superiore della magistratura, che li ha secretati. Presso l’organo di autogoverno dei magistrati è già aperta una pratica in Prima Commissione per accertare se nel filone napoletano dell’inchiesta Consip, siano state commesse irregolarità.

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