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Federico Pizzarotti, sindaco Parma indagato per nomine Regio

PARMA – Il sindaco Federico Pizzarotti e l’asre alla Cultura Laura Ferraris sono indagati per abuso d’ufficio. L’accusa nei confronti dei due politici di Parma riguarda la nomina di Anna Maria Meo a direttore generale del Teatro Regio e di Barbara Minghetti a consulente per lo sviluppo e i progetti speciali. Pizzarotti si è detto “tranquillo” e ha definito l’indagine come un “atto dovuto”, sottolineando di voler continuare ad andare avanti.

Il sindaco M5s di Parma non è l’unico tra gli eletti del movimento in difficoltà. Anche Filippo Nogarin, sindaco di Livorno eletto col Movimento 5 stelle, è a rischio e ha annunciato di essere pronto a rassegnare le dimissioni quando gli sarà notificato l’avviso di garanzia. Per Nogarin, come per Pizzarotti, le accuse sono di abuso d’ufficio nella gestione dell’azienda dei rifiuti della città.

Repubblica nell’edizione di Parma scrive che oltre al sindaco Federico Pizzarotti sono tre le persone che risultano indagate e si tratta dei membri del consiglio  di amministrazione della Fondazione Teatro Regio all’epoca dell nomina, nel gennaio 2015, Giuseppe Albenzio, Silvio Grimaldeschi e Marco Alberto Valenti sono stati iscritti nel registro degli indagati per lo stesso reato:

“Lo scorso autunno la Procura di Parma aveva aperto un fascicolo penale in seguito agli esposti del senatore Giorgio Pagliari  L’ipotesi riguarda presunte interferenze nella procedura di “ricognizione esplorativa” aperta con un avviso pubblico per la scelta di un nuovo direttore generale dopo le dimissioni, nel luglio 2014, dell’amministratore Carlo Fontana e del direttore artistico Paolo Arcà.

Arrivarono le candidature, ma sette nomi selezionati da sottoporre alla commissione vennero cassati senza tante spiegazioni. A gennaio la Fondazione Teatro Regio comunicò ai selezionati che la procedura si era chiusa senza esito e una settimana dopo procedette alla nomina di Meo, all’epoca direttrice del Teatro del Carretto di Lucca, e di Minghetti nel nuovo ruolo di consulente. Tra i candidati scartati vi erano professionisti dal curriculum impeccabile e la decisione sollevò forti polemiche bipartisan. Pagliari parlo pubblicamente di interferenze dell’asre alla Cultura e portò il caso in Procura”.

Intanto il sindaco Pizzarotti si dice tranquillo e parla di un “atto dovuto”:

“Sono tranquillo perché è un atto dovuto, che rispetto pienamente. Era già emerso che ci fossero indagini in corso in ragione degli esposti del senatore Pd Pagliari. Sarà utile per chiarire la vicenda, con la Procura consueto atteggiamento collaborativo. Il mio impegno continua senza esitazione”.


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