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Fermo, ultras Martino Paniconi e Marco Bordoni arrestati bombe in 4 chiese

ASCOLI PICENO – Due ultras della Fermana con simpatie anarchiche, Martino Paniconi, 40 anni, e Marco Bordoni, 30 anni, sono stati arrestate dai carabinieri di Ascoli Piceno con l’accusa di essere i responsabili degli attentati con esplosivo contro quattro chiese dell’arcidiocesi di Fermo tra febbraio e maggio scorsi.

Ai due uomini i carabinieri sono risaliti attraverso appostamenti e intercettazioni ambientali. In casa dei due sono state trovate delle micce, oltre a barattoli in lamiera e i resti di lavorazione di ordigni rudimentali. Fondamentale anche la prova del Dna da un’impronta digitale.

Gli ordigni fatti esplodere negli ultimi mesi davanti ad altrettante chiese di Fermo sono quattro: tra febbraio e marzo due bombe rudimentali sono scoppiate davanti al Duomo e davanti all’ingresso della chiesa di San Tommaso, nel quartiere di Lido Tre Archi. Nella notte tra il 12 e il 13 aprile, un altro ordigno ha danneggiato l’ingresso della chiesa di San Marco alle Paludi, parrocchia retta da monsignor Vinicio Albanesi della Comunità di Capodarco. A fine maggio, un ordigno inesploso era stato trovato davanti alla Chiesa di San Gabriele dell’Addolorata.

Tra le ipotesi fatte finora, quella di gesti intimidatori nei confronti della chiesa di Fermo, particolarmente attiva a fianco di poveri disagiati e soprattutto immigrati. “Siamo una chiesa che dà fastidio” aveva detto lo stesso don Vinicio in occasione dell’attentato a San Marco. Poi, dopo l‘omicidio di Emmanuel, il migrante nigeriano colpito con un pugno dall’ultrà Amedeo Mancini e morto dopo poco, il sacerdote aveva rilevato che dietro gli episodi vi sarebbe lo stesso ‘clima': “Un contenitore di un magma formato da violenza, aggressività, frustrazione, esibizionismo”, non organizzato ma formato da “schegge impazzite in grado di coagularsi all’occorrenza”.

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  • Fermo, testimone: "Fu Emmanuel a colpire per primo Amedeo Mancini"Fermo, testimone: "Fu Emmanuel a colpire per primo Amedeo Mancini" (foto Ansa)
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