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Fermo, testimone: “Nigeriano colpì Amedeo Mancini con palo”

FERMO – “E’ stato il nigeriano a colpirlo con un palo“. E’ la testimonianza resa da una persona che ha assistito alla rissa tra un fermano, Amedeo Mancini, e il nigeriano Emmanuel morto dopo un breve coma per le ferite. Il nigeriano, profugo richiedente asilo fuggito dalle violenze di Boko Haram, aveva aggredito l’italiano che aveva iniziato a prenderlo di mira con frasi razziste, arrivando a chiamare “scimmia” la moglie che era con lui.

Ma secondo la testimone, Pisana Bachetti ascoltata dal Resto del Carlino, sarebbe stato Emmanuel Chidi Namdi a colpire l’avversario con un palo della segnaletica stradale. Una versione confermata da 4 persone: Bachetti, altre due donne e un uomo che accompagnava il fermato, ora accusato di omicidio preterintenzionale. Ecco cosa racconta la donna al Resto del Carlino:

Ero presente e voglio precisare che quel povero ragazzo nigeriano, prima di cadere a terra per un pugno subito, si è reso protagonista di un vero e proprio pestaggio del 39enne fermano. Per quattro o cinque minuti è stato attaccato simultaneamente dal giovane di colore e da sua moglie. Lui (Emmanuel ndr) addirittura lo ha colpito con un segnale stradale facendolo cadere a terra e poi ha continuato a picchiarlo. Quando ho visto quella scena, ho chiamato la polizia perché temevo per l’incolumità del 39enne fermano che ha reagito con un colpo, purtroppo per la vittima, ben assestato.

Secondo la testimone qualcuno ha cercato di intervenire, ma è stato preso a scarpate dalla moglie del giovane di colore.


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