Blitz quotidiano
powered by aruba

Fermo, testimone: “Fu Emmanuel a colpire per primo Amedeo Mancini”

ROMA – Spunta un’altra supertestimone. Un’altra donna che ha parlato agli inquirenti di un’aggressione ad Amedeo Mancini con un segnale stradale da parte di Emmanuel Chidi Namdi, il rifugiato politico nigeriano morto tragicamente dopo la rissa nata da un insulto razzista da parte di Mancini alla moglie del nigeriano.

Secondo quanto scrive Il Giorno, il procuratore di Fermo Francesca Perlini reputa attendibile tale testimonianza che risulta nei verbali degli inquirenti. “Dopo essere scesa dall’autobus – si legge nel documento di cui dà conto il quotidiano – la donna ha udito delle urla provenire dalla via sottostante dove notava parlare animatamente due persone di colore e Mancini. Riferiva che il ragazzo di colore iniziava a spintonare Mancini e, dopo aver preso un segnale stradale mobile, ivi presente, lo colpiva con il medesimo alle gambe, facendolo cadere a terra. Dopo ciò il ragazzo di colore si allontanava, ma veniva raggiunto da Amedeo Mancini e tra i due iniziava una scazzottata a seguito della quale l’uomo di colore rovinava a terra. Aggiungeva inoltre di aver sentito dire dal ragazzo, che si trovava in compagnia di Mancini, le seguenti parole rivolte all’amico: “Lascia perdere, c’ è una donna, non reagire, c’ è una donna”.

La stessa versione era stata data anche dalla prima testimone. Le due testimonianze sono tenute nella massima considerazione dal sostituto procuratore Perlini, ora tocca al gip de Tribunale di Fermo, Marcello Caporale, durante durante l’ interrogatorio di garanzia che si terrà oggi esaminarle.

Immagine 1 di 10
  • fermo-foto-cazzotto-ansa
  • FOTO ANSA
  • Fermo, don Albanesi: "Emmanuel Chibi Namdi morto di botte''
  • Foto Ansa
  • Foto Ansa
  • Foto Ansa
  • Foto Ansa
Immagine 1 di 10

TAG: