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Fermo, vedova si corregge: “Fu Emmanuel a scagliare palo”

FERMO – “E’ stato Emmanuel a scagliare il paletto“. Chinyere, la vedova del nigeriano morto per difendere lei dagli insulti dell’ultrà Amedeo Mancini, si corregge. Ascoltata una seconda volta dagli inquirenti, la donna ha leggermente rivisto la sua posizione in linea con quanto già sostenuto da alcuni testimoni. Ha detto che durante la lite e la conseguente colluttazione, è stato Emmanuel ad afferrare un segnale stradale mobile, di quelli con la base circolare, e a scaraventarlo contro Mancini, che è caduto a terra. Tutto il contrario di quanto inizialmente sostenuto e cioè che era stato l’ultrà a usare il paletto divelto per colpire a morte il suo compagno.

Un dettaglio che non cambia la sostanza di quanto è accaduto. Ma che potrebbe costarle l’accusa di falsa testimonianza. Ai pm Chinyere ha detto che non parla bene l’italiano e che in quel momento, quando ha reso la testimonianza, era sotto choc e molto provata. Secondo gli avvocati della donna non è stata una ritrattazione ma una precisazione che non va a inficiare la sostanziale validità del suo resoconto, rimasto lo stesso sin dal primo giorno.

In ogni caso la ricostruzione dei fatti, riportata sia nel provvedimento di fermo che nell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Mancini, si è sempre basata su quanto riferito da testimoni oculari non coinvolti nella vicenda. Non cambia dunque la posizione dell’italiano accusato di omicidio preterintenzionale con l’aggravante della finalità razzista. Mancini non ha mai negato di essersi rivolto alla coppia, e in particolare alla donna, con epiteti razzisti come “scimmia africana” e “negri di m…”. Insulti che hanno scatenato la reazione di Emmanuel. Anche se l’italiano dice di averlo fatto perché convinto che stessero per rubare un’auto.