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Ferrara, Comune chiede 100mila euro di Imu alla chiesa

FERRARA – Una Chiesa che rischia la chiusura per… bancarotta. Il Comune di Ferrara presenta infatti il conto alla Curia chiedendo di saldare 100mila euro di arretrati Imu. Una bella cifra che secondo il vescovo Luigi Negri porterebbe alla chiusura di strutture e servizi. Per questo il prelato ha scritto una lettera al premier Matteo Renzi: “Intervenga o saremo costretti a chiudere le scuole paritarie”.

Secondo quanto riporta Il Secolo XIX i debiti riguardano diversi immobili di natura commerciale in cui sono state realizzate scuole per le quali si percepisce una retta. Il Comune vorrebbe applicare l’Imu in maniera retroattiva. La tassa per la Curia renderebbe “precaria l’esistenza di molte scuole paritarie dell’infanzia” e Monsignor Negri si appella quindi al Renzi “cittadino” prima che “cristiano” per far promuovere “norme che non lascino margini interpretativi sfavorevoli”.

Come scrive il Secolo:

Un salasso, che ha spinto l’arcivescovo di Ferrara, monsignor Luigi Negri, a scrivere una lunga lettera-appello al presidente del Consiglio Matteo Renzi per contestare la richiesta di pagamento e sollecitarne l’intervento. È un vero e proprio allarme quello sollevato nella missiva, pubblicata anche sul sito web dell’alto prelato. E nella quale si sottolinea come l’applicazione della tassa, richiesta anche per gli anni pregressi, da parte del Comune di Ferrara dopo le sentenze della Cassazione sugli immobili della Chiesa ad uso commerciale, renderebbe «precaria l’esistenza stessa di molte scuole, a partire dalle scuole paritarie dell’infanzia». Un tema delicato, perché si tratta di attività che, se da un lato vengono qualificate come commerciali dall’altro rappresentano anche un servizio per il territorio. Per questo, l’arcivescovo si è appellato direttamente alla coscienza di Renzi, «di cittadino ancor prima che di cristiano», per promuovere «norme che non lascino margini interpretativi sfavorevoli».

Sei anni fa il Comune di Livorno aveva chiesto il pagamento dell’Ici (precedente all’Imu) per 420mila euro alla Chiesa e aveva viste respinte le sue richieste sia in primo che secondo grado. La Cassazione, invece, ha riconosciuto “giuste” le richieste del Comune toscano, ricordando come nel caso degli istituti, anche se “in perdita” o con finalità “caritatevole”, l’Imu vada pagata.


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