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Ferrara, giovane nigeriana sta male, tassista si rifiuta di portarla dal medico

FERRARA – Una ragazza nigeriana appena maggiorenne chiama un taxi e chiede di essere portata dal medico: per i dolori allo stomaco non riesce nemmeno a reggersi in piedi. Ma il tassista si rifiuta dicendo: “Questa non è una ambulanza e io non sono un medico”. Peccato che la ragazza dovesse solo essere portata da un medico e il regolamento comunale per i taxi preveda l’obbligo di trasportare persone come la ragazza in questione.

La vicenda è accaduta a Ferrara. A denunciare l’accaduto è stata una mediatrice culturale del Centro Donne e Giustizia della città estense che era insieme alla ragazza e che ha raccontato l’episodio al quotidiano online Estense.com.

Dopo il rifiuto del tassista l’operatrice del Centro ha dovuto chiamare il 118. Al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna di Cona alla ragazza è stata diagnosticata una gastrite. Al ritorno dall’ospedale, l’operatrice è tornata dal tassista per prendere nota dei dati necessari a redigere una segnalazione.

Come sottolinea il quotidiano online Estense.com,

Il comportamento del tassista viola, oltre alle regole di umanità, anche lo stesso regolamento comunale per lo svolgimento del servizio. L’articolo 30 afferma che i conducenti possono rifiutarsi di “trasportare persone che non si presentino in stato decente e di decoro secondo il senso comune o in stato di evidente ubriachezza” oppure “persone se ritengono che possano costituire pericolo per la propria incolumità o che, in occasione di precedenti servizi abbiano arrecato danno all’autovettura”. Peccato che il caso in esame non rientri in nessuna delle due tipologie.

L’articolo 31 è ancora più esplicito: “i conducenti hanno specificatamente l’obbligo di aderire in ogni caso alla richiesta di trasporto da parte di qualsiasi persona a meno che la vettura non sia già impegnata o non abbia terminato il proprio turno di servizio. Essi possono rifiutare di effettuare corse che per durata superino i limiti del proprio turno di servizio, ovvero qualora le particolari condizioni atmosferiche correlate alla lunghezza del percorso rendano pericoloso lo svolgimento del servizio per la propria ed altrui incolumità”. Nemmeno questo è il caso, visto che di corse dal centro a Cona se ne effettuano a iosa ogni giorno.


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