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Ferrara, Simone Bertocchi si consegna. Preso anche il secondo uomo

FERRARA – Emerge una nuova pista per risalire al movente che ha portato all’omicidio, domenica alle porte di Ferrara, di Roberto Tosi Savonuzzi e al grave ferimento di Raffaella Pareschi: la vittima voleva fare un esposto alle forze dell’ordine perché sospettava che qualcuno ‘rubasse’ la pensione a Vittorio Chiccoli, 82 anni, il ‘padrone di casa’ che vive solo in un’altra porzione della stessa casa dove alloggiavano come inquilini Tosi e Pareschi.

Lo riporta la Nuova Ferrara. Chiccoli aveva riferito agli inquirenti che a sparare alla coppia era stato il fidanzato della nipote Sabrina, cioè Simone Bertocchi. A Sabrina sarebbe intestata l’intera casa. La prima pista seguita è stata quella di dissidi tra proprietà e affittuari, di una lite degenerata dopo una perdita d’acqua da un terrazzo e del contratto d’affitto impugnato da Sabrina Chiccoli (ma i giudici le hanno dato torto fino in Cassazione). Ma sembra che il giorno prima della tragedia Tosi abbia contattato telefonicamente un esponente delle forze dell’ordine spiegandogli il caso e firmando la sua condanna.

La fuga di Simone Bertocchi, il 36enne sospettato dell’omicidio di Roberto Tosi Savonuzzi e di aver ferito gravemente la compagna Raffaela Pareschi, è finita. Bertocchi si è consegnato – riferisce il sito della Nuova Ferrara – martedì mattina ai carabinieri di Porotto. Bertocchi era insieme al suo avvocato; avrebbe già confessato e indicato dove trovare la pistola usata domenica mattina a Fossanova San Marco, dove si era recato in bicicletta insieme a un’altra persona.

Simone Bertocchi era ricercato da domenica. Secondo gli investigatori sarebbe stato lui a sparare con una pistola di piccolo calibro, 6.35, tipo Browning. Arrestato anche il secondo presunto killer coinvolto nell’omicidio: si tratta di un ferrarese di 36 anni che abita in città. In passato ha avuto attività commerciali e ha precedenti per droga (arrestato nel ’98) e frequentazioni di quell’ambiente della “Ferrara di sotto” che vive di espedienti. L’uomo è stato trasferito nella caserma dei carabinieri di via del Campo per essere interrogato e messo a confronto con Bertocchi, che si era presentato spontaneamente in caserma martedì mattina.

E’ possibile che a portare i carabinieri sulle tracce del secondo killer sia stato lo stesso Bertocchi, che si trova ancora nelle stanze della stessa caserma sotto interrogatorio da diverse ore.

I rilievi della Scientifica avevano già permesso di recuperare i tre bossoli dei colpi sparati. Le indagini, condotte dai carabinieri, sono coordinate dal pm Stefano Longhi. Le ricerche di Bertocchi, originario di Varese, erano concentrate a Ferrara, dove era stato segnalato più volte dopo l’omicidio.

 


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