Cronaca Italia

Affitta una Ferrari per un giorno e paga 600 mila euro: truffato messicano a Bologna

BOLOGNA – Per un giorno di noleggio di una Ferrari durante una vacanza a Bologna, il magnate messicano Alejandro Junco De La Vega si è visto addebitare sulla carta di credito 800.000 dollari, quasi 600 mila euro. A imbrogliarlo, secondo quanto ha ricostruito la Polizia Postale dell’EmiliaRomagna, sarebbe stato Nicola Pedretti, 41 anni, bolognese, incensurato, titolare della società “Motorsportitalia”, specializzata nel noleggio di auto e moto di lusso e nota anche nel mondo delle sponsorizzazioni sportive.

Per l’accusa, avrebbe utilizzato i codici della carta di credito del facoltoso cliente per simulare il noleggio di un’intera flottiglia di vetture (altre Ferrari, ma anche Lamborghini, Bentley e Aston Martin), fino a “spillargli” 800.000 dollari. Il magnate aveva invece firmato un contratto per un giorno di affitto di una Ferrari F599, noleggiata il 12 agosto 2008 al prezzo di 7.000 euro.

A metterlo in contatto con la “Motorsportitalia” era stato l’hotel del centro di Bologna dove soggiornava. Pedretti è stato arrestato, martedì mattina, con le accuse di indebito utilizzo di carte di credito, falsità in scrittura privata (per avere alterato il contratto di noleggio) e ricettazione. Per gli stessi reati è indagata a piede libero la ex compagna N.S., bolognese di 41 anni.

Il provvedimento è stato chiesto dal Procuratore aggiunto di Modena Lucia Musti e dal sostituto Enrico Stefani e firmato dal Gip di Modena Domenico Truppa. All’epoca dei fatti, il 2008, la società “Motorsportitalia” era infatti a Finale Emilia, nel Modenese, mentre ora la sede principale è a Calderara di Reno (Bologna), ma ha uffici anche a Maranello (Modena) e, almeno sulla carta, all’estero (Barcellona e San Pietroburgo).

L’indagine è cominciata nel marzo 2009, da una segnalazione del “United States Secret Service”, a sua volta allertata dalla banca statunitense Morgan Chase di cui De La Vega è cliente. Il magnate, che era stato in vacanza in Italia nell’estate 2008, si è accorto solo dopo alcuni mesi dell’ammanco, anche perchè gli 800.000 euro gli erano stati addebitati in varie tranche, probabilmente per non insospettirlo.

Per fare partire l’inchiesta l’uomo ha presentato una formale denuncia all’ambasciata italiana di Città del Capo, in videoconferenza con un ufficiale di polizia in Italia. Gli accertamenti della Postale, con la collaborazione dei tecnici di Cartasì, hanno poi portato alla società di autonoleggio di Pedretti. Secondo le indagini, nel 2009 l’imprenditore bolognese avrebbe tentato un’operazione simile anche ai danni di un altro cliente, italiano, per decine di migliaia di euro, e gli investigatori non escludono che ci siano ulteriori vittime, soprattutto all’estero. Gli 800.000 dollari, che al magnate sono stati restituiti dalla sua banca, a sua volta risarcita da Cartasì, non sono stati per ora recuperati.

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