Cronaca Italia

Fiat, operaio costretto a urinarsi addosso. Dirigenti non saranno puniti

Fiat, operaio umiliato: costretto a urinarsi addosso. Dirigenti non saranno puniti

CHIETI – Gli hanno impedito di andare in bagno per non rallentare la produzione e così un operaio dello stabilimento di Atessa della Fiat Chrysler si è urinato addosso. Un episodio umiliante per l’uomo, un lavoratore della Sevel vicino Chieti, ma i dirigenti responsabili non saranno puniti. A denunciare l’accaduto il sindacato Usb e il partito di Rifondazione Comunista, che hanno svelato il segreto sulla condizione dei lavoratori. La Fiat-Chrysler ha assicurato che farà chiarezza sull’accaduto, ma intanto nessun provvedimento è stato preso nei confronti dei diretti responsabili.

Davide Falcioni sul sito Fanpage scrive che se l’azienda guidata da Sergio Marchionne ha promesso di fare chiarezza sull’accaduto, per ora il lavoratore è costretto a convivere con l’umiliazione subita. Claudio D’Amico, capo ufficio stampa di Fiat-Chrysler, ha dichiarato all’Espresso:

“Visto che si è già scritto parecchio sull’episodio, e noi non siamo intervenuti subito… preferisco ora non fare commenti, fino a che non abbiamo chiarito bene quanto è accaduto”.

Intano però il sindacato dell’Usb chiede chiarimenti anche sull’organizzazione del lavoro in azienda e soprattutto provvedimenti nei confronti dei dirigenti:

“Chiediamo provvedimenti precisi nei confronti dei dirigenti, e un intervento diretto di Marchionne per la rimozione sia del direttore dello stabilimento che del capo officina, a nostro avviso gli unici responsabili insieme all’incapacità di gestione del capo Ute. Ho notato in lui un crescente imbarazzo. Anche in azienda, perché ormai tutti sanno chi è. Stiamo parlando di un padre di famiglia, che si sente umiliato nel suo ambiente di lavoro: non vorremmo che gli accada lo stesso anche nella vita quotidiana”.

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