Cronaca Italia

Figli che ammazzano i genitori: oggi Riccardo Vincelli, ieri Pietro Maso, Erika e Omar…

Figli che ammazzano i genitori: oggi Riccardo Vincelli, ieri Pietro Maso, Erika e Omar...

Figli che ammazzano i genitori: oggi Riccardo Vincelli, ieri Pietro Maso, Erika e Omar… (nella foto Ansa, Pietro Maso)

ROMA – Dopo un solo giorno di indagini è stato risolto il caso del duplice omicidio di Pontelangorino. E’ stato il figlio 16enne, Riccardo Vincelli, ad uccidere Salvatore Vincelli, 59 anni, e la moglie Nunzia Di Gianni, 45. L’adolescente è crollato dopo un lungo interrogatorio ed ha confessato il delitto. Non è la prima volta che i figli uccidono i genitori: negli ultimi 40 anni si contano almeno 10 casi. Dai più celebri (quelli di Pietro Maso e Erika e Omar) ad altri. Vediamoli tutti:

10 gennaio 2017 – Un duplice omicidio sconvolge Pontelangorino, frazione di Codigoro nel Ferrarese. I coniugi Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni vengono ritrovati morti nella loro casa, entrambi con il cranio fracassato e una busta di naylon sulla testa. Il cadavere dell’uomo è in garage mentre quello della donna in cucina. A dare l’allarme sarebbe stato proprio Riccardo Vincelli, il figlio di 16 anni della coppia. L’adolescente, in stato di fermo insieme ad un suo amico, crolla dopo un interrogatorio fiume nella caserma di Comacchio dove confessa.

7 novembre 2015 –  Il 18enne Antonio Tagliata uccide a colpi di pistola Roberta Pierini e manda in coma irreversibile Fabio Giacconi, i genitori della fidanzata Martina, dopo essersi introdotto nella casa delle vittime ad Ancona. I genitori della ragazza non volevano che i due si frequentassero: è questo il movente del delitto. Antonio ha poi confessato di aver agito spinto da Martina.

11 febbraio 2001 – Uno scontro tra padre e figlio si trasforma in tragedia. Il 23enne Paolo Pasimeni durante una lite con il papà, il professor Luigi Pasimeni, 60 anni, ordinario di Chimica all’Università di Padova lo colpisce con un pugno e poi continua a picchiarlo fracassandogli il cranio. Il profossor Luigi aveva scoperto, tramite dei colleghi, che il figlio aveva falsificato i verbali di alcuni esami.

21 febbraio 2001 – Sono le 19:50 quando Erika De Nardo, 16 anni, e il fidanzato Mauro, detto Omar, Favaro di 17, uccidono la madre di lei, Susanna Cassini, 41 anni e il fratello Gianluca De Nardo, appena 11 anni, nella villetta di famiglia a Novi Ligure in provincia di Alessandria. Anche il padre di Erika, l’ingegnere Francesco De Nardo era nel mirino dei due adolescenti, ma si salva perché in quel momento non è in casa. In totale, i due baby killer sferrano 97 coltellate.

20 luglio 1995Carlo Nicolini è a tavola nella casa di famiglia a Sestri Levante in provincia di Genova con i suoi genitori, il padre Mario, 72 anni medico in pensione, e la madre Letizia, 61 anni. All’improvviso una discussione scatena qualcosa nel ragazzo che prende il fucile, uccide i genitori e infierisce sui loro corpi con una mannaia. Poi si siede davanti la tv, finché la figlia dei vicini bussa per avvisare di una perdita d’acqua: Carlo apre la porta con ancora i vestiti sporchi di sangue. I corpi dilaniati dei genitori sono ancora a terra: non sono mai stati trovati i cuori.

4 novembre 1994 – Nadia Frigerio, 33 anni, uccide la mamma Eleonora Perfranceschi, 57 anni, per avere a disposizione la casa nel quartiere di San Michele Extra a Verona e prostituirsi. La donna è aiutata dal fidanzato e protettore Marco Rancani. I due mettono del sonnifero nel caffè e, quando la donna si addormenta, Nadia ordina a Marco di strangolarla con il filo del telefono, poi lasciano il corpo in una strada di periferia con le calze strappate e la camicetta sbottonata, cercando di inscenare una violenza sessuale.

26 dicembre 1992 – Uccidere i genitori per “essere libero di gestire il patrimonio“. Con queste parole Giovanni Rozzi, 26 anni, al processo spiega perché ha ucciso il padre Paolo e la madre Filomena Terra, mentre dormono nel letto della casa di famiglia a Cerveteri, Roma, la notte di Santo Stefano. Giovanni convince l’amico Filippo Meli, tossicodipendente e malato di Aids, a sparare alla nuca dei suo genitori.

17 aprile 1991Pietro Maso, aiutato da tre amici, nella sua casa di Montecchia di Crosara uccide entrambi i genitori, Antonio e Mariarosa Tessari, per intascare subito la sua parte di eredità. Il delitto si consuma nella villetta dove vive la famiglia Maso a Montecchia di Corsara, piccolo centro in provincia di Verona. Durante la notte Pietro e gli amici tendono una vera e propria imboscata ai coniugi che vengono ripetutamente colpiti con un bloccasterzo e una mazza di ferro. Il padre, mentre ancora rantola, viene soffocato con una coperta, mentre la madre, che tenta di divincolarsi, viene uccisa con un colpo alla testa dal figlio.

4 agosto 1989Ferdinando Carretta uccide nella sua casa di Parma a colpi di pistola entrambi i genitori, Giuseppe Carretta e Marta Chezzi, e il fratello Nicola. Ferdinando aveva avuto problemi di tossicodipendenza e i litigi a casa erano frequenti. Dopo aver sparato con una Walther calibro 6.35 sistema i cadaveri in bagno. Cancella poi le tracce pulendo minuziosamente l’appartamento per molti giorni. Poi nasconde i cadaveri nella discarica di Viarolo (frazione di Trecasali), dove non sono stati più ritrovati. Ferdinando fugge a Londra e solo nove anni dopo viene casualmente identificato da un agente del Metropolitan Police Service. Il procuratore di Parma, informato dall’Interpol, vola a Londra per interrogare Ferdinando, il quale sostiene di non aver notizia della sua famiglia da ormai nove anni. Ma alla fine confessa il triplice omicidio al giornalista Giuseppe Rinaldi davanti alle telecamere di Chi l’ha visto? .

13 e 14 novembre 1975–  Doretta Graneris e il suo fidanzato uccidono a colpi di pistola a Vercelli cinque persone: Italia Zambon (41 anni), Sergio Graneris (45 anni), Romolo Zambon (79 anni), Margherita Baucero (76 anni) e Paolo Graneris (13 anni), rispettivamente madre, padre, nonni materni e fratello.

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