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Figlio muore folgorato: genitori accusati di omicidio

EBOLI (SALERNO) – Il figlio muore folgorato. Loro vengono accusati della sua morte. E’ quel che sta accadendo a Paolo e Alba Iannece, genitori di Michele Iannece, morto per una scossa presa all’impianto elettrico il 19 agosto del 2014 perché i lavori fatti dai tecnici non erano a norma. E adesso Alba e Paolo sono accusati di omicidio colposo e cooperazione in un delitto colposo.

Michele, ricorda Francesco Faenza sul quotidiano il Mattino, aveva 15 anni.

Era il 19 agosto del 2014. Era sera, al Quadrivio di Campagna. Nel cortile di casa Michele Iannece venne folgorato dall’impianto elettrico. I lavori effettuati dai tecnici non erano a norma. Michele aveva 15 anni. Perse la vita in pochi secondi, folgorato da una scossa terrificante. L’adolescente venne soccorso e trasportato in ospedale. Arrivò morto al pronto soccorso. Non ci fu nemmeno il tempo di rianimarlo. I sanitari avvisarono i familiari, poi chiamarono il medico legale. Ogni speranza era svanita. La tragedia coinvolse un intero quartiere. Il Quadrivio di Campagna pianse Michele a lungo. Manifestazioni sportive e iniziative pubbliche ne tennero vivo il ricordo.

Ventuno mesi dopo, i genitori di Michele si sono ritrovati in tribunale, a Salerno, sul banco degli imputati. Paolo Iannece e Alba Mercadante, 55 e 45 anni, sono accusati dall’omicidio del figlio. La stessa contestazione è stata mossa a Giuseppe Iannece, uno zio di Michele. Il quarto imputato per omicidio è il trentenne Vito Mirra, l’elettricista senza abilitazione.

Omicidio colposo e cooperazione in un delitto colposo. Sono i due articoli del codice penale, i due capi di imputazione sollevati da Roberto Penna, il pubblico ministero salernitano che ha svolto le indagini con i carabinieri. Gli imputati sono difesi in aula dagli avvocati Damiano e Costantino Cardiello.

 

 


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