Blitz quotidiano
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Figlio: “Sono gay”. Padre lo picchia e poi si sente male

GENOVA – Un figlio trova il coraggio di rivelare al padre di essere gay. La reazione, però, non è certo quella di comprensione che si aspettava. Il padre prima lo ha insultato, poi ha iniziato a picchiarlo e all’arrivo dei carabinieri chiamati dal ragazzo si è sentito male ed è stato ricoverato in ospedale. La storia arriva da Sampierdarena, un quartiere di Genova, e i protagonisti sono un ragazzo di 20 anni e il padre, un artigiano di 50 anni.

Tommaso Fregatti sul Secolo XIX scrive che il ragazzo cercava da tempo di dire al padre della sua omosessualità e pensava che l’occasione fosse quella buona, ma di certo non si aspettava una reazione violenta al suo outing:

“E per tutta risposta ha aggredito il figlio e lo ha colpito al volto. Poi, all’arrivo dei carabinieri – chiamati dallo stesso giovane sconvolto – ha avuto un malore ed è stato ricoverato in ospedale. «Per mantenere mio figlio, ho fatto sacrifici immensi. Non posso accettare una cosa del genere», ha spiegato il padre agitato ai soccorritori che lo hanno prelevato dalla sua abitazione per il malore accusato dopo la lite e trasportato all’ospedale Villa Scassi. Il dramma si consuma la scorsa settimana in un’abitazione di Sampierdarena, ponente di Genova.

Francesco torna a casa dopo una serata trascorsa con gli amici e vede il padre in salotto. È su di giri, s’illude possa essere il momento giusto per confidarsi e aprirsi. Si avvicina e gli dichiara la sua omosessualità. Nell’abitazione del ponente genovese scoppia il caos. Il padre grida – la madre è deceduta qualche anno fa – si avvicina minaccioso. Francesco risponde, si difende e viene aggredito. Ceffoni, spinte, insulti.

Il giovane ha paura, teme che la situazione possa degenerare. E così con il telefono cellulare chiede aiuto ai carabinieri. Compone il 112 e attende l’arrivo delle pattuglie. Sul posto viene inviata una ambulanza della Genova Soccorso per prestare le prime cure al ragazzo. Alla vista di medici e militari il padre, prima tenta di aggredire nuovamente il figlio, poi bloccato dalle forze dell’ordine, cerca di spiegare: «Non lavora, non fa niente tutto il giorno. E ora mi viene a dire che è gay». Francesco sconvolto e ferito più che per le botte dalla reazione del padre se ne va di casa dopo aver minacciato denunce e azioni contro il genitore. «Per quello che hai fatto finirai nei guai», intima”.


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