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Finto segretario onorevole raggira Jaguar: si fa dare bolide

ROMA – “Salve, sono il segretario: l’onorevole vorrebbe avere una Jaguar per due settimane”. E’ così che un uomo di 50 anni ha raggirato una concessionaria Jaguar di Roma per avere a disposizione un bolide da 100mila euro. Un’auto che però non ha restituito nemmeno dopo sei mesi così che alla fine la concessionaria ha fatto scattare la denuncia. Si è costituito parte civile anche l’onorevole Luigi Cesaro di Forza Italia, totalmente all’oscuro di questo raggiro: è il suo nome che il 50enne ha usato per avere l’auto. Ecco cosa spiega Il Messaggero:

Per girare in Jaguar a scrocco si è finto portaborse dell’onorevole Luigi Cesaro, deputato di Forza Italia. E dopo aver fatto chiamare da altri presunti collaboratori del parlamentare ha stipulato, con carta intestata della Camera dei deputati, un contratto con un autosalone Jaguar di Roma per avere a disposizione l’auto. E’ così che cinque anni fa Francesco Agnello, 50enne imprenditore originario di Torre Annunziata, da tempo domiciliato in via Sant’Eustachio a Roma, a un passo dal Pantheon, era riuscito a farsi consegnare una Jaguar da 100mila euro senza sborsare un’euro. Un raggiro che ieri gli è costato la condanna a un anno e un mese di carcere per truffa. Il contratto stipulato dal finto collaboratore dell’onorevole (a quanto pare solo un vecchio conoscente, ignaro di tutto) prevedeva il trattenimento dell’auto per due settimane, mentre Agnello se ne è appropriato per sei mesi, tanto che la Jaguar gli ha dato l’ultimatum: «O riconsegnate l’auto o parte la denuncia». L’uomo, infatti, aveva trovato più di una giustificazione anche per il ritardo nella consegna. Prima perché «l’onorevole era andato in ferie» e poi aveva tergiversato sostenendo che Cesaro voleva proprio acquistare il bolide. Solo che, al momento del dunque, il “portaborse” avventato si presentava senza auto e con un assegno postdatato. Alla fine la Jaguar di Roma e il deputato si sono ritrovati come parti offese nello stesso processo. A portare a galla il caso era stata proprio la casa automobilistica – Jaguar Italia spa di Roma – che dopo sei mesi, non rivedendo più la Jaguar XJ che pensavano di aver consegnato al deputato, ha chiamato la segreteria dell’onorevole scoprendo di essere stata truffata.


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