Cronaca Italia

Firenze, carabiniere accusato di stupro interrogato. Pinotti: “Sospensione non basta”

Firenze, carabiniere accusato di stupro interrogato. Pinotti: "Sospensione non basta"

Firenze, carabiniere accusato di stupro interrogato. Pinotti: “Sospensione non basta”

FIRENZE – Anche il secondo carabiniere accusato dei presunti stupri a due studentesse americane a Firezne insieme ad un collega è stato ascoltato in Procura nel pomeriggio del 12 settembre. Il carabinieri è arrivato accompagnato dal suo avvocato difensore e ha riferito per circa due ore la sua versione della vicenda. Intanto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha commentato: “La sospensione non basta. Sono state fatte cose gravissime, contro le regole e contro l’etica dei Carabinieri”.

Il militare, carabiniere scelto, si è presentato spontaneamente dal pm Ornella Galeotti, lo stesso magistrato che si occupa dell’inchiesta e da cui era andato nei giorni scorsi, per dare la sua versione dei fatti, il collega e appuntato scelto co-indagato nella stessa vicenda. Il magistrato e il legale hanno lasciato il palazzo di Giustizia a bordo delle loro auto, rifiutandosi di rilasciare dichiarazioni. Secondo quanto appreso, il militare è stato ascoltato per circa due ore.

Sulla vicenda dei presunti stupri il ministro Pinotti, ospite di Porta a Porta nella puntata in onda la sera del 12 settembre, ha dichiarato:

“Sono state fatte cose gravissime, contro le regole e contro l’etica dei Carabinieri. Non ci sono attenuanti. Non posso anticipare l’esito della commissione interna, il primo atto è stata la sospensione ma penso si debba andare oltre. Bisogna far lavorare le inchieste, ma di fronte a fatti del genere bisogna mettere in atto le azioni più forti e nette”.

E ha aggiunto:

“Il mio giudizio è che non si possa stare nell’Arma con comportamenti di questo tipo”.

Come ha spiegato del corso di Porta a Porta il generale dei Carabinieri Maurizio Stefanazzi,

“c’è una commissione di disciplina che approfondirà e alla fine potrebbe proporre come conclusione un’archiviazione, una sospensione e la perdita del grado, che corrisponde al licenziamento”.

La Pinotti ha poi sottolineato che in questa vicenda l’Arma è parte lesa:

“Lo vedranno attraverso l’ufficio proposto. Se c’è possibilità di costituirsi parte civili io lo consiglierei. Anche la procura ha detto l’Arma è parte lesa. È così. Come donna, come madre e come responsabile istituzionale dell’Arma provo rammarico e dolore”.

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