Cronaca Italia

Firenze, il racconto delle studentesse: “Aggredite dai carabinieri nell’androne. Non ho urlato, temevo le pistole”

Firenze, il racconto delle studentesse: "Aggredite dai carabinieri nell’androne. Non ho urlato, temevo le pistole"

Firenze, il racconto delle studentesse: “Aggredite dai carabinieri nell’androne. Non ho urlato, temevo le pistole”

FIRENZE – “Appena siamo entrate nel palazzo – è il racconto di una delle due ragazze americane che hanno accusato due carabinieri di stupro – ci sono saltati addosso. Io non ho urlato perché ho avuto paura delle armi”. Chi sono i due? I nomi non si conoscono. Ma si ha un profilo della loro carriera. Uno carabiniere da vent’anni. L’altro, più giovane, residente a Prato, era invece stato assegnato da poco al nucleo radiomobile, il pronto intervento, il 112.

“Ero stordita, non mi sono resa bene conto di cosa mi stesse facendo, poi non sono riuscita a reagire” aggiunge l’altra ragazza.

Questi stralci delle deposizioni delle due ragazze. Una originaria del New Jersey, l’altra del Maine. Tutte e due in Italia per studiare arte e italiano.

Le due ragazze erano uscite da una discoteca di Firenze. “Non stavamo bene, avevamo bevuto troppo” racconta una delle due ragazze. Una di loro due, ha confessato, si è fatta anche uno spinello. Così provano a chiamare un taxi.

A un tratto vedono una volante: “Si avvicinano, sono due militari in divisa. Ci dicono che se vogliamo possono darci un passaggio”. Accettano. “Sono gentili, ci accompagnano a casa” raccontano.

E ancora: “Arriviamo a casa, i carabinieri parcheggiano l’ auto (risulterà poi che i due militari hanno avvisato la centrale che stanno effettuando un controllo, ndr ) e si offrono di accompagnarci sino a casa”. Ci sono telecamere nella zona, riprendono la scena.

Le due ragazze spiegano che una di loro, quella che ha bevuto di più, decide di prendere l’ ascensore: “L’uomo in divisa entra con me e quando la porta si chiude mi violenta – ricorda la più giovane -. Si avvicina, mi mette le mani addosso, è un rapporto completo, che subisco perché non ho la forza di reagire. Non riesco a gridare, non chiedo aiuto. Dura pochi minuti. Terribili”.

L’ amica – raccontano le due studentesse – sale le scale sorretta dal secondo militare. Si muove a fatica e a un certo momento – continuano – sembra che si fermi esausta appoggiandosi al muro di un piano. “E lui mi stupra”.

“Le nostre amiche – raccontano le due studentesse – capiscono subito il dramma. Ci chiedono spiegazioni. Le rispondiamo in lacrime che ci hanno violentato, sono stati i carabinieri”. E iniziano le indagini.

 

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