Cronaca Italia

Firenze, operatori Misericordia deridono persona in difficoltà: rischiano licenziamento

Firenze, operatori Misericordia filmano e deridono persona in difficoltà: rischiano licenziamento

Firenze, operatori Misericordia filmano e deridono persona in difficoltà: rischiano licenziamento

FIRENZE – Avrebbero deriso la persona che avrebbero dovuto soccorrere e per questo motivo due operatori della Misericordia sono finiti nei guai. Il dipendente della Misercordia di Rifredi a Firenze rischia ora di essere licenziato per il comportamento inappropriato, mentre il volontario che era con lui di essere allontanato. Secondo una versione i due avrebbero anche filmato e diffuso il video, secondo il loro avvocato invece non è andata così. Video che noi di Blitz Quotidiano abbiamo preferito non inserire nell’articolo.

I due hanno filmato la persona in stato confusionale e l’hanno derisa, scrive La Nazione. Nicola Rotondaro, governatore della Misericordia, si è detto imbarazzato e le reazioni delle persone al filmato sono state di sdegno:

“Dunque, il video potrebbe costare il posto di lavoro del dipendente della Misericordia, cosi’ come era stato per i dipendenti della Lidl di Follonica (Grosseto), che filmarono due rom chiuse nella gabbia dei prodotti deteriorati e poi fecero circolare il video in rete, anche in questo caso diventato virale. Numerose le reazioni di sdegno: “Devono vergognarsi. Io ho fatto la volontaria di strada – e’ uno dei commenti postati su Facebook – e so cosa vuol dire entrare in contatto con coloro che sono disperati….. Non sono volontari quelli che deridono chi ha bisogno!!!! Una parola gentile e tanta capacita’ di ascolto e’ cio’ di cui spesso hanno bisogno”.

L’avvocato Wladimiro Borghi, legale di uno dei due portantini dà una versione completamente diversa dell’episodio:

Nel video non c’è null’altro che la ripresa di due operatori molto pazienti, che, sdrammatizzando una situazione che con un soggetto così instabile, poteva degenerare in maniera pericolosa per sé stessi o per l’assistito, si tutelano, filmando l’intervento, legittimamente ai sensi dell’art. 24 D.Lgs, 196/2003. A differenza di quanto si dice negli articoli, non è il paziente a voler essere portato a Careggi, ma sono gli operatori che, più volte, sono costretti ad insistere perché quest’ultimo salga sull’ambulanza, attendendo pazientemente che il ragazzo decida in tal senso. Peraltro, come risultato dal triage, il paziente quella sera è stato regolarmente accompagnato a Careggi. Il filmato, ovviamente, si ferma poco prima che il ragazzo decida di salire in ambulanza, in quanto è cessata la situazione di rischio e pericolo per gli operatori e per il paziente. Inoltre è palesemente falso che uno degli operatori abbia caricato il video su Facebook.

Ma quindi chi ha postato il video su Facebook? Risponde l’avvocato: “Il mio assistito non ha la più pallida idea di come il video possa essere finito nelle mani di terzi”.

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