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Fisco, sentenze pilotate scandalo nazionale: tutti i nomi

ROMA – Fisco, piovono arresti: sentenze pilotate scandalo nazionale. L’inchiesta di Roma che ha condotto in carcere 13 tra giudici tributari, avvocati e commercialisti il 9 marzo scorso non è un caso isolato: sentenze pilotate nelle commissioni tributarie, accertamenti addomesticati negli uffici dell’Agenzia delle Entrate, cause fiscali addomesticate sono oggetto di numerose indagini in tutto il Paese, da Milano a Catania.

A proposito di commissioni tributarie (provinciali per il primo grado e regionali per il secondo), a decidere sui contenziosi sono i giudici tributari, in maggioranza privati ma anche togati, stabiliscono torti e ragioni su 581mila contenziosi con il Fisco (2015) di un valore complessivo di 50 miliardi di euro. Solo a Milano, sotto la lente dei giudici sono finite 20 cause fiscali.

Roma, 13 arresti. Ci sono tre giudici tributari, non togati: Luigi De Gregori, già arrestato nel 2013 e condannato a quattro anni e quattro mesi di reclusione per fatti analoghi, Onofrio D’Onghia Di Paola e Salvatore Castello. Carcere anche per Giuseppe Natola, avvocato, Rossella Paoletti e Salvatore Buellis, commercialisti, Daniele Campanile e Sandro Magistri, ex dipendenti dell’Agenzia delle Entrate, Tommaso Fuggetti, attuale funzionario dell’Erario, e Franco Iannella, finanziere.

Agli arresti domiciliari sono stati posti David De Paolis e Aldo Boccanera, commercialisti, e Alberto Bossi, dipendente della Commissione Tributaria Regionale. Le ordinanze d’arresto sono state emesse dal gip Simonetta D’Alessandro su richiesta dei pm Stefano Rocco Fava e Giuseppe Deoadato. In un comunicato, l’Agenzia delle Entrate ha messo le mani avanti precisando che nessuno dei coinvolti nell’inchiesta è ancora al servizio dell’ente.

Milano, due giudici tributari arrestati, uno indagato. Il 17 dicembre scorso, il giudice della commissione tributaria provinciale di Milano Luigi Vassallo è stato arrestato da militari della Guardia di Finanza (si erano spacciati per avvocati): Vassallo è stato fermato presso lo studio Crowe Horwart con una busta da 5mila euro nella giacca, parte di una tangente presunta di 30mila euro servita – dicono i magistrati – per aggiustare la contestazione per diversi milioni (un caso di esterovestizione) alla multinazionale Dow Europe Gmb.

Un mese dopo è stata arrestata un altro giudice tributario non togato, l’avvocato Marina Seregni, sempre per lo stesso caso insieme a Vassallo e per un un altro caso, stavolta a favore della società Swe-Co di Luciano Ballarin (anche lui indagato) in cambio di 65mila euro. Su Repubblica Sandro De Riccardis ricorda le conclusioni del gip.

Il gip Manuela Cannavale cita esplicitamente la “spregiudicatezza con cui si muoveva Vassallo, che sapeva di poter fare affidamento su Seregni e verosimilmente anche su altri giudici tributari e funzionari dell’Agenzia delle Entrare, per pilotare ricorsi, influenzare i giudizi dei collegi, sostituirsi nella redazione delle sentenze, a fronte della corresponsione di dazioni illecite da ripartire con i complici”. E infatti nell’inchiesta è indagato anche un giudice togato, Francesco Pinto, ex presidente del tribunale di Imperia, ex giudice a Monza, ora presidente della sezione 18 della Commissione tributaria provinciale di Milano. (Sandro De Riccardis, La Repubblica)

Catania, arrestato presidente commissione tributaria. In carcere è finito (insieme a due imprenditori, un commercialista e un cancelliere) Filippo Impallomeni, presidente di sezione della Commissione tributaria provinciale di Catania. Secondo la procura di Catania avrebbe usato per anni le auto della concessionaria intestata a Giuseppe Virlinzi in cambio di uno “sconto” fiscale del valore di 800mila euro.

Agrigento, la Finanza negli uffici del Fisco. La guardia di finanza di Agrigento all’inizio di dicembre scorso ha eseguito un’ordinanza cautelare per 15 indagati in un’inchiesta sull’iter di alcune pratiche all’Agenzia delle entrate. Tra gli indagati, per corruzione e falso, anche un funzionario, Vincenzo Tascarella, arrestato, e l’ex dirigente della direzione regionale delle Entrate di Palermo e da inizio 2014 direttore provinciale a Agrigento, Pietro Pasquale Leto, ai domiciliari con braccialetto. Indagato anche Marco Campione presidente di Girgenti Acque.