Cronaca Italia

Roma, 5 ristoranti in centro sequestrati per evasione fiscale

Fisco, sequestrati a imprenditore 5 ristoranti in centro a Roma

Fisco, sequestrati a imprenditore 5 ristoranti in centro a Roma (nella foto Via della Conciliazione)

ROMA – Immobili, autoveicoli, preziosi, beni aziendali e partecipazioni societarie per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro sono stati sequestrati dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma ad un imprenditore campano, da anni residente nella capitale. Sigilli a ristoranti, gelaterie e pizzerie nel pieno centro della città sono scattati con l’operazione “Boccone amaro” nei confronti di Francesco Varsi al quale sono state contestate “numerose e sistematiche condotte delittuose di evasione fiscale, perpetrate attraverso il complesso reticolo societario oggi in sequestro”, spiega una nota della Gdf.

In particolare, sono stati sequestrati capitale sociale, quote societarie e interi patrimoni aziendali di 8 società, con sede a Roma, operanti nel settore della ristorazione (ristoranti, pizzerie, bar e gelaterie); quote societarie di una società, con sede a Roma, operante nel settore dell’enologia; 19 unità immobiliari, tra fabbricati e terreni, nei comuni di Roma e Ardea (Roma); 13 auto e moto; conti correnti e titoli; preziosi (orologi, gioielli, ecc.), per un valore complessivo di stima pari a circa 10 milioni di euro.

Tra gli esercizi commerciali oggetto sotto sequestro emergono, per importanza economica e notorietà, tra gli altri, il ristorante “Varsi Bistrot” di via della Conciliazione; il ristorante “Frankie’s Grill” di via Veneto; i ristoranti “La Scuderia” e “La Piazzetta del Quirinale” (già “Al Presidente”), ubicati in prossimità della Fontana di Trevi; il ristorante “Augustea” di viale di Trastevere; una lussuosa villa (con annessi terreni) in zona San Polo dei Cavalieri (Roma). Tutti i beni sequestrati sono da oggi gestiti da un pool di amministratori giudiziari nominati dal Tribunale di Roma.

Secondo la Guardia di Finanza, all’imprenditore è risultata riconducibile, di fatto, la gestione – diretta o indiretta – di otto compagini societarie, formalmente intestate ai familiari e ad una ulteriore persona giuridica, a sua volta titolare dei pacchetti societari di altre società, anche “allo scopo di occultare i proventi milionari di numerosi reati fiscali”. In particolare, sono state contestate “numerose e sistematiche” evasioni fiscali, perpetrate attraverso il complesso reticolo societario oggi sequestrato.

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