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Fondi, le fanno bagnetto nell’acqua bollente: neonata ustionata. Ma Asl non paga

LATINA – Quando è venuta al mondo scoppiava di salute: la gravidanza era giunta al termine senza problemi così come il parto. Ma dopo il primo bagnetto è cominciato il calvario. Dalle mani esperte di un’infermiera è finita per sbaglio nell’acqua bollente e la neonata è rimasta gravemente ustionata. E’ accaduto due anni fa all’ospedale di Fondi, in provincia di Latina. Da allora la bimba è gravemente deturpata, con gli arti inferiori completamente ricoperti di cicatrici, la perdita di tre dita dei piedi, problemi di deambulazione e danni permanenti ai genitali. E’ stata sottoposta a numerosi interventi chirurgici e molti altri ne dovrà subire. Ma la Asl di Latina non ha intenzione di contribuire alle ingenti spese mediche sostenute dai genitori.

Come riporta Clemente Pistilli sul quotidiano la Repubblica:

I genitori della bimba, operai nella Piana dove sorge il mercato ortofrutticolo più grande d’Italia, si sono sinora sobbarcati gli alti costi delle operazioni necessarie a Stefania (nome di fantasia, ndr). Hanno chiesto un risarcimento all’Asl di Latina ma l’Azienda sanitaria non si è neppure presentata ieri per il tentativo di mediazione. La coppia, di nazionalità romena e con pochi mezzi a disposizione, dovrà così attendere i tempi lunghi di un giudizio civile e ripercorrere il dramma vissuto nel corso del processo penale, essendo stata l’infermiera appena mandata a giudizio con l’accusa di lesioni colpose gravissime.

La tragedia si è verificata il 17 dicembre di due anni fa. Una gravidanza tranquilla, un parto senza alcun problema e una bambina in ottima salute. Abbastanza, dopo nove mesi d’attesa, per riempire di gioia il cuore della mamma e del papà di Stefania. Appena mezz’ora dopo il primo vagito, la bimba veniva però trasferita d’urgenza da Fondi all’ospedale Bambino Gesù di Roma, con ustioni di secondo e terzo grado sul 35% del corpo. Immagini raccapriccianti quelle del corpicino martoriato, finite ora negli atti giudiziari. Si scoprì presto che a ridurre così la neonata era stato un lavaggio, il primo lavaggio, quello che viene fatto prima di affidare la piccola alle braccia della madre, in acqua bollente.

All’indomani della tragedia la Asl non ha neppure denunciato il fatto a ridosso dell’accaduto. E’ toccato alla famiglia romena rivolgersi a un avvocato e mettere in moto la macchina giudiziaria. Al termine dell’inchiesta, condotta dal pm Simona Gentile, è stata ritenuta responsabile l’infermiera che dovrà risponderne al processo, che avrà inizio ad aprile. I genitori della bimba si sono intanto rivolti alla Asl per ottenere un risarcimento di un milione di euro, ma all’incontro fissato giovedì per la mediazione obbligatoria, l’Azienda non si è neppure presentata.

Alla coppia non resta che rivolgersi al giudice anche in sede civile. Ma il tempo passa e le cure per la piccola non possono certo aspettare i tempi infiniti della giustizia. Spiega l’avvocato della coppia a Repubblica:

“Il problema sarà tutto nei tempi, considerando che in procedimenti del genere è difficile arrivare a una sentenza prima di quattro-cinque anni”.


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