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Forestali “assorbiti” dai carabinieri, sindacati contro il decreto

ROMA – Forestali “assorbiti” dai carabinieri, sindacati contro il decreto. Nell’ambito del riordino delle forze di polizia il consiglio dei ministri ha approvato, tra i vari decreti attuativi, anche quello che riguarda l’accorpamento della Guardia Forestale nell’Arma dei Carabinieri, consentendo così la riduzione delle forze di polizia da 5 a 4. Operazione che non determinerà una diminuzione dei “poliziotti” nelle “strade” tiene a precisare il premier, mentre il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, assicura che verrà “salvaguardata la professionalità” della forestale, con la creazione di “un comando specifico”.

Si punta a “risparmi di spesa di circa 100 milioni di euro in 3 anni. Il nuovo comando è posto alle dipendenze funzionali del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali”.  Il decreto legislativo recante la “razionalizzazione delle funzioni di polizia e l’assorbimento del Corpo forestale dello Stato” non piace però ai sindacati che contestano militarizzazione del corpo, temono per la loro autonomia e contestano la decisione calata dall’alto senza tener conto degli addetti coinvolti.

Il decreto legislativo in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato, “contrariamente a quanto rappresentato nei lavori preparatori, starebbe per essere modificato per attribuire le competenze del Cites (Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione) in via esclusiva all’Arma dei Carabinieri.

Qualora tale ipotesi dovesse trovare riscontro, ci troveremmo di fronte ad una palese violazione del nostro diritto amministrativo che, in tema di autorizzazione, delega tale potestà solo all’autorità civile nazionale, regionale, provinciale e comunale, ovvero all’autorità di pubblica sicurezza che la legge 121/81 attribuisce, in via esclusiva, alla Polizia di Stato”. Lo segnalano i sindacati di polizia Siulp, Siap, Silp Cgil, Ugl polizia, Uil polizia e Consap.

“Di fronte ad una siffatta situazione – aggiungono i sindacati – esprimiamo la netta contrarietà e richiamiamo l’attenzione del Governo, in particolare del ministro Alfano e della ministra Madia affinché il processo riformatore non significhi lo stravolgimento delle leggi vigenti e la militarizzazione della funzione di polizia”.