Blitz quotidiano
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Formazza. Bloccata da neve, partorisce il figlio in casa

FORMAZZA – La neve non gli ha permesso di arrivare in ospedale e così una donna ha dato alla luce il figlio nella sua casa di Formazza, in provincia di Verbania, nella notte tra venerdì 26 e sabato 27 febbraio. Ad aiutare la donna il nonno del piccolo, che ha fatto nascere il nipotino seguendo le istruzioni dei sanitari del 118. Solo il padre del piccolo Alessio, che pesa 2,7 chili, non è riuscito ad assistere al parto: anche lui era rimasto bloccato dalla nevicata portata dall’ondata di maltempo del ciclone Golia.

Il papà del bimbo ha già detto di volere un secondo figlio, così da poter assistere al parto. Un modo di scherzare e di allentare la tensione per il neo papà, che all’Ansa dalla sua casa di Formazza rassicura: “Il piccolo e mia moglie Eleonora stanno bene”.

Venerdì notte su quelle montagne al confine con la Svizzera nevicava, le strade erano impraticabili e la voglia di Alessio di venire al mondo era troppo grande, racconta Roberto:

“Quando mia moglie mi ha telefonato per dirmi che stava per partorire, le ho subito detto di raggiungere l’ospedale di Domodossola. Faccio il maestro di sci a Macugnaga così mi sono subito messo alla guida per raggiungere anche io l’ospedale”.

Mezzora dopo, però, il telefono è squillato ancora:

“Era di nuovo Eleonora e questa volta mi chiamava per dirmi che Alessio era nato”.

Non all’ospedale di Domodossola, che dalla loro casa dista quaranta chilometri, ma a casa:

“Sono rimasto sorpreso ma, quando mi ha detto che era andato tutto bene, ho tirato un sospiro di sollievo e mi sono rilassato anche io”.

Ad aiutare Eleonora e il piccolo Alessio sono stati i nonni materni, chiamati dalla donna incinta quando si è accorta che non c’era più tempo da perdere. A fare da ostetrico, seguendo le indicazioni che al telefono gli arrivavano dai sanitari del 118, è stato il nonno, che a Formazza gestisce gli impianti sciistici. Il resto l’hanno fatto i volontari del soccorso di Formazza, arrivati a Valdo quando il bimbo era già nato. Sono stati loro ad accompagnare mamma e figlio all’ospedale di Domodossola, dove poi è arrivato anche papà Roberto. Ma a quel punto non c’era più fretta.