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Fortuna Loffredo, Caputo: “Bimba che mi accusa non sa…”

AVERSA (CASERTA) – Fortuna Loffredo, la tesi difensiva di Raimondo Caputo punta a minare il racconto della bambina che lo accusa. Ovvero la figlia della sua compagna Marianna Fabozzi. E’ stata la bambina infatti a raccontare a magistrati e psicologi di aver visto, il 24 giugno 2014, Caputo seguire Fortuna e portarla sul terrazzo dell’ottavo piano e qui tentare un nuovo abuso . E infine buttare la bambina di sotto. Ma secondo Caputo e i suoi legali la bambina è testimone inattendibile. Il motivo? Da 4 anni a scuola è seguita da un insegnante di sostegno, quindi non può essere considerata del tutto in grado di ricordare e comprendere. Non sa, non capisce, insomma. La bambina, come le due sorelline, è stata affidata ai servizi sociali perché riconosciuta a sua volta vittima di abusi sessuali. Perpetrati, sostiene l’accusa, dallo stesso Caputo.

Martedì il giudice del Riesame ha deciso che Caputo deve rimanere in carcere Raimondo Caputo. Al termine dell’udienza, alla quale ha partecipato anche Caputo, assistito dal suo legale, l’avv. Salvatore Di Mezzo, i giudici del Riesame hanno di fatto ritenuto fondato l’impianto accusatorio della Procura che ruota, in particolare, su una serie di intercettazioni ambientali fatte dagli investigatori in varie abitazioni dello stesso palazzo.

A parlare dei presunti abusi sessuali e a fornire alcuni elementi per la ricostruzione dell’omicidio della piccola Fortuna sono state due bimbe, amichette della stessa Fortuna, che poi, ascoltate dagli inquirenti con l’assistenza di una psicologa, hanno confermato i loro racconti. Secondo la ricostruzione fatta dai pm della Procura di Napoli Nord e dai Carabinieri di Casoria (Napoli), che hanno indagato a lungo sulla misteriosa morte di “Chicca”, come veniva chiamata la piccola Fortuna, la bimba sarebbe stata uccisa perché aveva tentato di opporsi al tentativo di stupro da parte di Caputo.

Le due amichette di Fortuna saranno nuovamente ascoltate nell’ambito di un incidente probatorio, la procedura che alla presenza anche dei legali della difesa e delle parti lese serve ad acquisire la prova in vista dell’eventuale dibattimento. Le testimonianze delle due bambine saranno acquisite ad Aversa, nella sede del Tribunale o in una struttura protetta. Giovedì sarà ascoltata una terza bambina.

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