Blitz quotidiano
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Fortuna Loffredo, denuncia: “Scuola non si accorse di abusi”

ROMA – ”Ho chiesto all’autorità giudiziaria di sequestrare le relazioni sulle diagnosi funzionali, cioè gli incartamenti relativi a tutti i bambini del Parco Verde di Caivano a cui è stato concesso l’insegnante di sostegno, tra i quali figura anche Fortuna Loffredo e le sue amichette, sui quali nutro forti dubbi: non è possibile che da tutti gli esami che sono stati eseguiti sui piccoli non sia mai emerso il malessere che avevano dentro, frutto delle raccapriccianti violenze che subivano”.

A parlare è Angelo Pisani, l’avvocato della famiglia di Fortuna, la bimba vittima di abusi e uccisa a Caivano a giugno 2014. Fortuna, come altri bimbi che vivono forti stress, aveva delle difficoltà per cui si era reso necessario un insegnante di sostegno che accompagnasse la bambina – che quando è morta aveva solo 6 anni – nel percorso scolastico. E come stabilisce l’iter burocratico per l’assegnazione di un docente speciale, la piccola Fortuna è stata sottoposta alla cosiddetta diagnosi funzionale per stabilire se avesse necessità di un appoggio, un sostegno appunto, a scuola. E come riportato poco sopra è proprio questo esame, ora, ad essere finito sotto la lente degli avvocati che assistono la famiglia Loffredo. La domanda di Pisani infatti è la seguente: come è possibile che dall’esito dell’esame non sia emerso alcun indizio delle violenze sessuali che era costretta a subite?

”C’è chi ha dato la colpa alla scuola – prosegue l’avvocato – ma la scuola ha fatto il proprio dovere, ha segnalato all’Asl i bambini sui quali nutriva perplessità. Ha chiesto che venissero sottoposti agli esami che, poi, hanno dato esito positivo. Tant’è che a loro è stato concesso il sostegno di un docente”. Per gli abusi e l’omicidio di Fortuna è accusato e ora finito in carcere il vicino di casa, Raimondo Caputo. Non solo Chicca, ma anche l’amichetta che ha contribuito a far arrestare il presunto stupratore e assassino e anche altre vicine di casa hanno avuto per anni un insegnante di sostegno: ”Il mio obiettivo – conclude l’avvocato dei nonni di Fortuna – è capire se i bambini potevano essere salvati grazie a quegli esami che prevedono anche l’analisi psicologica”.

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