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Fortuna Loffredo, legali famiglia chiedono foto Google Earth

NAPOLI – I legali della famiglia di Fortuna Loffredo, la bimba di 6 anni che è stata gettata dalla terrazza del palazzo in cui viveva a Caivano, chiederanno a Google Earth le immagini dello stabile. Angelo Pisani, legale con il fratello Sergio del papà della bimba, Pietro Loffredo, e dei nonni, ha inviato una richiesta al colosso di Mountain View per chiedere di mettere a disposizione le immagini di quel 24 giugno 2014.

“E’ necessario utilizzare ogni strumento, a partire da quelli tecnologicamente più all’avanguardia – spiega Pisani – per risolvere il caso di Fortuna, e magari quello di Antonio Giglio, il bimbo morto un anno prima di Fortuna nello stesso palazzo e nelle medesime circostanze. Queste vicende non devono avere un trattamento diverso da altre avvenute in zone diverse del Paese, come nel caso di Yara Gambirasio”.

La terrazza da cui Fortuna sarebbe stata gettata ha un’esposizione a 360 gradi, per questo Pisani, come già annunciato nei giorni scorsi presenterà probabilmente già oggi alla Procura della Repubblica di Napoli Nord un’istanza per chiedere l’acquisizioni di eventuali immagini raccolte dai satelliti, anche americani, che potrebbero fornire un contributo importante.

Proprio come “accaduto – aggiunge – per l’inchiesta sul duplice omicidio di Pordenone di Trifone e Teresa. Pisani presenterà alla Procura di Napoli Nord, che ha sede ad Aversa (Caserta), anche istanza di riesumazione del corpo di Fortuna, come già fatto alcune settimane fa alla Procura di Napoli per Antonio Giglio: l’obiettivo è quello di effettuare delle

“comparazioni ossee dei due bimbi deceduti e se possibile individuare tracce di Dna estranee rispetto a quelle del corpo del minore ed eventuali segni di violenza fisica o ”, nonché effettuare “l’esame di eventuali tessuti molli in caso di mummificazione”.

Dalla Procura di Napoli Nord, che coordina le indagini sulla morte di Fortuna, si apprende che nel caso delle indagini satellitari già subito dopo la morte della bimba si cercò di reperire eventuali fotogrammi, ma senza successo; per l’ufficio inquirente aversano inoltre, così come per quello partenopeo nel caso di Antonio Giglio, la riesumazione della salma viene considerata inutile in quanto è passato troppo tempo, ma comunque è probabile che la Procura si rivolga ad un medico legale che valuterà se procedere o meno alla riesumazione.

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