Cronaca Italia

Fortuna Loffredo, Marianna Fabozzi torna ai domiciliari nel Parco Verde. Tensioni a Caivano

Fortuna Loffredo, Marianna Fabozzi torna ai domiciliari nel Parco Verde. Tensioni a Caivano

Fortuna Loffredo, Marianna Fabozzi torna ai domiciliari nel Parco Verde. Tensioni a Caivano

NAPOLI – Colpo di scena al Parco Verde di Caivano, dove fu abusata e poi scaraventata nel vuoto dall’ottavo piano la piccola Fortuna Loffredo. In quel palazzo è tornata a vivere Marianna Fabozzi, mamma delle due bimbe abusate dal suo ex convivente Raimondo Caputo, a sua volta accusato anche dell’omicidio di Fortuna. Alla donna, che era in carcere dal 4 maggio scorso per concorso e favoreggiamento dell’uomo, sono stati concessi i domiciliari. Ma tra gli non sono mancate tensioni e malumori.

Mimma Guardato, mamma della piccola Fortuna, ha osservato: “La legge è davvero strana, ogni giorno vado al cimitero, per non far sentire sola la mia Chicca dietro una lapide e questa donna ora se ne torna a casa. E’ una cosa che non comprendo e non accetto, perché come ho sempre sostenuto, sono convinta che sia stata lei a scaraventare nel vuoto la mia bimba”.

La notizia è subito corsa di bocca in bocca tra i condomini del complesso popolare e nella serata di sabato, scrive Il Mattino, c’era pure chi parlava di una spedizione punitiva. Già l’anno scorso, contro la finestra della donna fu lanciata una bottiglia molotov dopo che si era sparsa la voce di un ritorno anche di Caputo. La tensione ha fatto scattare subito una serie di controlli da parte dei carabinieri che hanno organizzato dei turni di sorveglianza. Angelo Pisani, avvocato di parte civile al processo spiega: “Il ritorno della Fabozzi non muta l’opinione sul devastante degrado umano che fa da sfondo a questa tragedia”.

Marianna Fabozzi, secondo il legale, “non merita alcuna clemenza, per la sua condotta e l’assoluta omertà imposta alle sue figlie, che invece hanno accusato il suo convivente ( Raimondo Caputo ndr). Noi siamo convinti che ci saranno ancora tante orribili pagine di violenze ancora nascoste, scritte dai violentatori e assassini, sui quali c’è urgenza di fare luce al più presto”.

Salvatore Di Mezza, difensore di Marianna Fabozzi, ha precisato:

“La mia assistita era stata arrestata, insieme a Raimondo Caputo, il ventinove novembre del 2015, con l’accusa in concorso con Titò di favoreggiamento per gli abusi subiti dalle figlie. Nel maggio dello scorso anno, dopo un secondo arresto per Raimondo Caputo, ritenuto dagli inquirenti l’assassino della bambina, la mia assistita aveva violato gli obblighi degli arresti domiciliari, rilasciando un’intervista. Per questo scattò l’aggravamento della misura. Nel carcere di Pozzuoli la Fabbozzi è stata aggredita e avrebbe tentato il suicidio. Abbiamo presentato il ricorso per Cassazione sull’aggravamento, e l’alta corte lo ha annullato. E in attesa delle motivazioni, abbiamo presentato la stessa richiesta alla corte di assise di Napoli. E ieri la corte ha accolto la richiesta di ripristinare gli originari arresti domiciliari”.

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