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Fortuna Loffredo, medico legale: “Vittima di abusi cronici”

NAPOLI – Fortuna Loffredo “fu vittima di un abuso cronico”: è quanto ha detto Giuseppe Saggese, il medico legale che ha eseguito l’autopsia sul corpo della bambina di sei anni buttata giù dall’ottavo piano di un palazzo del Parco Verde a Caivano (Napoli) nel giugno del 2014.

“Andiamo a ricercare segni specifici e quando la situazione è molto grave accertiamo la presenza della violenza”, ha detto Saggese nel suo intervento alla trasmissione “Chi l’ha visto?” condotta da Federica Sciarelli su Rai Tre.

Il medico ha spiegato di non poter indicare il tempo preciso in cui iniziarono le violenze, ma ha chiarito che la piccola Fortuna fu vittima di abusi cronici perpetuati nel tempo.

Intanto proseguono le indagini sulla morte della piccola Fortuna. E’ stato fissato per il 18 e 19 maggio al tribunale di Napoli Nord ad Aversa (Caserta) l’incidente probatorio durante il quale saranno ascoltate le tre figlie minori di 11, 6 e 4 anni di Marianna Fabozzi, compagna di Raimondo Caputo (l’uomo accusato di aver più volte violentato e ucciso Fortuna). Anche la Fabozzi risponde di complicità negli abusi a carico di una delle tre figlie.

Le tre bimbe figlie della Fabozzi, attualmente ospitate in una casa famiglia, verranno sentite in due giorni differenti, e saranno chiamate a confermare quanto già raccontato nel corso delle indagini preliminari sul conto del “patrigno” Raimondo Caputo. Tutte hanno parlato di violenze subite dall’uomo davanti alla madre, e tra di loro c’è l’amica undicenne di Fortuna, che dovrà anche confermare la ricostruzione sull’omicidio del 24 giugno 2014.

La piccola raccontò al pm e alla psicologa che quel giorno Fortuna, residente con la madre al sesto piano dello “stabile dell’orrore” di Parco Verde, venne a casa sua per giocare, al settimo piano, ma poco dopo scese per cambiarsi le scarpe. Fu a quel punto che Caputo la seguì e la portò al piano superiore dove provò ad abusare di lei; il tentativo di stupro fu visto dalla stessa amichetta e dalla madre Marianna, che intanto erano salite al piano superiore. “Lui violentava, lei dava calci. Ho sentito il suo urlo”, raccontò l’amica di Fortuna.