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Fortuna Loffredo: orco nei disegni aveva serpenti in faccia

NAPOLI – Fortuna Loffredo: sono stati alcuni disegni a portare all’arresto di Raimondo Caputo. I disegni di una bambina affidata ai servizi sociali: l’agenzia Ansa, che dà la notizia, non dà dettagli ma probabilmente si tratta di una delle figlie della compagna di Caputo. La donna, Marianna Fabozzi, è agli arresti domiciliari da novembre per aver taciuto degli abusi compiuti dal compagno sui suoi stessi figli. Ed è la mamma di Antonio, il bambino morto come Fortuna pochi mesi prima di lei, precipitando da un balcone. Caputo è invece in carcere, sempre da novembre, per abusi su minore: è proprio in cella che gli hanno notificato un ulteriore arresto per l’omicidio di Fortuna.

Da allora i figli di Marianna sono stati affidati a una casa famiglia e sono stati seguiti dagli psicologi. Sono stati i bambini a portare gli inquirenti al presunto assassino e . Ecco cosa spiega l’Ansa:

Sono state le risposte che una bambina ha dato agli psicologi e soprattutto i suoi disegni – raffiguranti strisce sul volto di un uomo assimilabili a dei serpenti – a consentire agli inquirenti di venire a conoscenza del degrado familiare in cui la piccola viveva e a metterli nella condizione di fare luce sulla tragica fine di Fortuna Loffredo, violentata e uccisa a sei anni nel parco verde di Caivano. La bimba viene ascoltata la fine dello scorso anno alla presenza di una psicologa in una casa famiglia dove era stata portata dopo l’allontanamento dalla sua famiglia: dice di non volere tornare nella sua vecchia casa e che solitamente dorme con un uomo. Le viene chiesto di disegnare quell’uomo e lei lo fa. Lo raffigura con delle strisce sul volto che somigliano a dei serpenti. La piccola, anche nella casa famiglia, lamenta dolori nelle parti intime e rivela che li avvertiva anche prima di essere trasferita. A questo punto, su richiesta della consulente, mostra i punti (parti intime) dove veniva toccata dall’uomo che dormiva con lei. Tutto questo, dice, avveniva quando la mamma era in casa e che lei glielo aveva pure riferito. La donna, però, le rispondeva “…poi ti passa…”. Gli esami specialistici sulla bambina hanno poi rivelato inequivocabilmente i segni delle violenze sessuali subite.


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