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Fossa gamberoni, Liguria a Gentiloni: “Cambiare il trattato”

GENOVA – La Liguria vuole un nuovo accordo sulla pesca dei gamberi nella cosiddetta fossa del cimitero: “Il trattato con la Francia va modificato”, chiede l’asre regionale Stefano Mai, in una lettera scritta al ministero degli Esteri. Mai chiede che “la fossa dei gamberi resti alla Liguria” e che sia garantita “la totale liceità della nostra pesca anche nella zona economica esclusiva della Francia”.

Al centro della questione c’è la possibilità di pescare i grandi pesci come lo spada e, soprattutto, i gamberi rossi, nel tratto di mare ligure antistante la costa di Ponente, in particolare proprio davanti a Ventimiglia, in quella che viene definita la fossa dei gamberoni.

I recenti trattati assegnano un miglio o poco più di mare alla Francia: lì la pesca professionale è riservata ai francesi, e chi sconfina paga. A farne le spese è stato il peschereccio italiano Mina, che è stato sequestrato dalla polizia delle Dogane di Nizza.

La modifica dei confini tiene fuori proprio la fossa del cimitero, appunto il paradiso dei ricercatissimi gamberi che dà da lavorare a un’intera flottiglia di Sanremo, 12 imbarcazioni: si chiama così perché lo si raggiunge a largo allineando la prua con le croci del cimitero di Ospedaletti a riva. Dall’oggi al domani quel posto è diventato francese. E l’asre Mai (ma non solo lui) chiede che tutto questo cambi.

Il Secolo XIX riferisce lo sfogo di Mai:

“Non sono soddisfatto delle risposte finora ricevute dagli uffici competenti del ministero – ha detto Mai – in merito alla situazione concreta e reale che riguarda la pesca ai grandi pelagici, in primis lo spada, nel mar Ligure e in particolare nel tratto di mare antistante alla costa del Ponente. Dopo il caso del peschereccio Mina che ha portato alla luce l’esistenza del trattato di Caen, a cui ribadiamo con forza tutta la nostra contrarietà, ritengo che le rassicurazioni, benché ricevute personalmente in sede ministeriale, non siano sufficienti a fare chiarezza”.

L’asre ligure era stato ricevuto il 10 marzo dal sottosegretario agli Esteri Vincenzo Amendola, che aveva garantito un intervento a tutela della pesca ai grandi pelagici anche fuori dalle acque territoriali, nella zona francese.

“Dopo aver già scritto al ministero Pertanto – attacca Mai – e aver ricevuto risposte vaghe, ho ritenuto necessario riscrivere al direttore generale per l’Unione Europea Giuseppe Buccino per sollecitare, ulteriormente, risposte precise a domande circostanziate da cui dipende il futuro dell’attività dei nostri pescatori”.


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