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Francesca Bonello, studentessa che fa piangere Genova

GENOVA – Francesca Bonello, 24 anni, la giovane studentessa di Genova tra le vittime dell’incidente del bus in Spagna, studiava medicina a Barcellona. La notizia della sua morte è arrivata alla famiglia nella notte. Una veglia in suo ricordo si svolgerà nel pomeriggio in una chiesa nel centro città.

“Adesso non è il momento di parlare. Adesso è solo il momento del dolore”. Marta Bonelli, 21 anni, sorella di Francesca, risponde a stento al citofono della casa in cui vive con i genitori, nel quartiere residenziale di Castelletto. “Cercate di capire quello che stiamo vivendo” dice straziata dal dolore. Anche lei è iscritta all’Università di Genova, come la sorella, ma alla facoltà di ingegneria. Nello stesso stabile vive anche una cugina della studentessa morta in Spagna. “Francesca era una persona speciale – racconta con la voce rotta dal pianto – una studentessa modello, in regola con gli esami. Era in Erasmus da un mese. Ma non posso dire altro, non riesco a parlare”

“Esprimo la vicinanza e l’affetto della nostra città ai familiari, ai compagni e agli amici di Francesca Bonello, nostra concittadina vittima dell’incidente di Tarragona. Sono certo di interpretare l’emozione di tutti i genovesi che in queste ore si immedesimano nella loro drammatica vicenda e nel loro dolore”. Questo il messaggio di cordoglio del sindaco Marco Doria. “Genova partecipa al lutto anche delle altre famiglie di giovani di tante parti d’Italia e d’Europa che si trovavano in Spagna per partecipare ai progetti di studio Erasmus. Sono stati colpiti giovani entusiasti di costruire il proprio e il nostro futuro e per questo protagonisti di uno scambio tra culture e paesi diversi”, scrive il sindaco.

“Non ci sembra possibile che sia successo proprio a lei. Sprizzava gioia e desiderio di vivere da tutti i pori”. Lo ha detto don Nicolò Anselmi, vescovo vicario della curia di Genova, ricordando Francesca Bonello. “Era una ragazza solare, amatissima dai bambini, sempre disponibile – ha detto don Anselmi -. Veniva dal mondo degli scout e le piaceva mettersi in gioco, dare una mano quando c’era bisogno”. Francesca verrà ricordata questa sera, durante la veglia in programma per le 21, nella chiesa del Gesù in piazza Matteotti.

Generosa, curiosa, intelligente, allegra “religiosa di quella religione vitale che non dà nulla per scontato”, impegnata. E’ questo il ritratto di Francesca Bonello, fatto da padre Francesco, il gesuita che guida la Comunità vita cristiana di cui Francesca faceva parte. “Aveva scelto medicina, una scienza che Francesca interpretava come un modo per aiutare gli altri – ha detto padre Francesco -. Era andata in Ciad l’estate scorsa con il fidanzato Federico, che è medico, con una associazione di gesuiti. E è andata là per mettere in pratica quello che stava imparando, per aiutare gli altri”. Francesca “era una ragazza gioiosa: subito dopo il suo arrivo a Barcellona aveva cucinato le lasagne per 100 persone. Una delle sue passioni era proprio la cucina e grazie a questo faceva festa, faceva gruppo. Adesso sarà in paradiso a cucinare per tutti”.

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