Blitz quotidiano
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Francesco Capozza (Corecom): “Tiziana Cantone vacca che si fa video” FOTO

ANCONA – “Io non posso concepire il suicidio di per sé, ancor meno se una vacca che si fa video poi arriva a tanto”: con queste parole Francesco Capozza, vice presidente del Comitato regionale per le comunicazioni delle Marche, ha commentato su twitter la morte di Tiziana Cantone, la giovane donna di 31 anni che si è tolta la vita dopo la gogna a cui era stata sottoposta sul web per un video intimo finito in rete.

Il tweet non è stato ben accolto non solo dalla rete, ma dallo stesso Corecom, che si dovrebbe proprio occupare di una corretta comunicazione anche sul web. Finito nell’occhio delle polemiche Capozza ha provato a difendersi che il suo tweet derivava dal fatto che ”da cattolico sono contrario al suicidio”.

Ma il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo, ne ha chiesto le dimissioni, che lui non ha dato, mentre è stato il presidente Dem del Comitato, Pietro Colonnella, a dimettersi, non potendo restare ”un minuto di più” accanto a Capozza, ha fatto sapere.

Capozza, del Pdl, 35 anni, con alle spalle alcune collaborazioni con testate giornalistiche (liberal) ma a quanto pare senza essere iscritto all’albo dei pubblicisti, e, si legge nel curriculum, ex ”portavoce del senatore Willer Bordon, assistente di Daniele Capezzone” e per due anni ”collaboratore per la comunicazione di Gianfranco Fini”, 24 ore dopo il tweet osceno Capozza ne posta altri due per chiedere scusa. ”Ritengo di avere usato impropriamente un termine offensivo e me ne scuso”; ”Chiedo scusa per il tweet di ieri se ha offeso la memoria di una povera ragazza. Volevo dire, da cristiano, che il suicidio non è una soluzione”.

Poi, parlando con l’Ansa, conferma di aver usato una parola ”esecrabile” ma aggiunge: ”Se tu sei una che gira un video , e lo divulghi su Whatsapp ad alcuni amici, devi essere cosciente che ci può essere qualche malfidato che lo fa circolare: potrei dire ‘sono i social bellezza…”.

Le dimissioni? ”Nessuno mi ha formalmente chiesto di dimettermi, e poi il tweet l’ho pubblicato sul mio profilo personale, non istituzionale, e il Corecom è un’autorità indipendente dalla politica”. Indipendente sì, ma è proprio Mastrovincenzo a ricordare che ”l’organismo è chiamato istituzionalmente a vigilare sul rispetto dei diritti di libertà dei cittadini in tema di comunicazione’‘. E ha aperto uno sportello sperimentale per aiutare gli utenti della rete nella tutela della propria web reputation. ”Anche per questi motivi – tuona il presidente dell’Assemblea, sostenuto dal Pd, da M5s e dal Garante dei diritti – è inconcepibile che chi dovrebbe lavorare per garantire tali diritti li calpesti in modo decisamente inaccettabile”.

 

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