Cronaca Italia

Francesco morto di otite, mamma mandò video a Mecozzi: “Posso ricoverarlo?”. Ma è cancellato

Francesco morto di otite, mamma mandò video a Mecozzi: "Posso ricoverarlo?". Ma è cancellato

Francesco morto di otite, mamma mandò video a Mecozzi: “Posso ricoverarlo?”. Ma è cancellato

ANCONA – Spunta un video che potrebbe far luce sul caso del piccolo Francesco Bonifazi, morto a 8 anni per una otite curata con rimedi omeopatici. Un filmato di sos inviato dalla madre del bimbo al Dott. Massimiliano Mecozzi, l’omeopata che lo aveva in cura. Il video è stato cancellato dallo smartphone del medico, ma la Procura ha già nominato un consulente informatico incaricato di recuperarlo insieme agli altri messaggi scambiati con i genitori.

Secondo quanto riporta Il Resto del Carlino, lo scorso 23 maggio, prima di chiamare l’ambulanza la mamma di Francesco avrebbe contattato disperata l’omeopata. Nel filmato si vedrebbe la donna che gli chiede se non sia forse il caso di far ricoverare il figlio, le cui condizioni continuavano a peggiorare a vista d’occhio. Il pubblico ministero di Urbino, Irene Lilliu, ha incaricato il perito Luca Russo di ricomporre il puzzle di sms, messaggi vocali e altre comunicazioni avvenute tra la famiglia di Cagli e il dottor Mecozzi non solo a ridosso del peggioramento e la successiva caduta in coma del bimbo, ma anche nelle settimane precedenti.

All’indomani della tragedia la Procura aveva disposto una perquisizione in casa del medico. I carabinieri hanno sequestrato farmaci, telefoni, computer e ricettari, notificandogli l’avviso di garanzia. Avviso di garanzia giunto anche ai genitori di Francesco, una coppia di commercianti di Cagli che ha altri due figli più piccoli: a casa loro sono stati prelevati farmaci e telefonini. Uno dei nonni del bambino aveva annunciato l’intenzione di denunciare il dott. Mecozzi, che seguiva Francesco da qualche anno somministrandogli medicine omeopatiche con cui lo aveva trattato per altre otiti. Gli stessi farmaci che gli ha dato anche per la malattia cominciata due settimane prima della morte.

Di fronte ad un aggravamento delle condizioni del piccolo – ha raccontato il nonno – avrebbe continuato a insistere con i preparati omeopatici, finché Francesco non è stato portato all’ospedale di Urbino e da lì, il 24 maggio, al Salesi, dove è stato tentato, invano, un intervento neurochirurgico con una terapia d’urto a base di antibiotici.

 

 

Intanto anche la più autorevole associazione italiana dei medici omeopati è intervenuta, prendendo le distanze da Mecozzi: “Se il medico non riesce ad individuare la soluzione all’interno delle sue competenze omeopatiche, lo strumento terapeutico deve essere scelto tra tutto ciò che la medicina mette a disposizione, nel caso specifico l’antibiotico”.

 

 

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