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Francesco Schettino, confermati 16 anni per Costa Concordia

GROSSETO – E’ stata confermata la condanna a 16 anni di reclusione a Francesco Schettino nell’ambito del processo sul naufragio della Costa Concordia all’Isola del Giglio nel gennaio del 2012.

Martedì sera, dopo oltre otto ore di camera di consiglio, il presidente del collegio della prima sezione penale ha letto il dispositivo che ribadisce, salvo variazioni marginali, il lavoro dei giudici del tribunale di Grosseto. E stronca l’aspettativa di Schettino di una sentenza più mite, benché, in fondo, i giudici di appello lo abbiano messo al riparo dalla richiesta-monstre della procura generale distrettuale di 27 anni di carcere, più vicina ai massimi edittali delle singole imputazioni. Unica tegola sostanziale in più per l’ex comandante, i cinque anni di una pena accessoria (ossia il totale divieto di praticare qualsivoglia professione marittima, chiesto in appello dai pm di Grosseto) che supera le interdizioni del primo grado, cioè quella di fare il comandante di nave (erano 5 anni di divieto) e quella di usare il titolo di comandante (quattro mesi).

Le accuse principali rimangono tutte ovviamente: omicidio colposo plurimo, lesioni plurime colpose, naufragio colposo, abbandono, mancate comunicazioni alle autorità marittime.

Schettino rimane anche condannato ‘in solido’ con Costa Crociere alla riparazione dei danni, ai risarcimenti. Tra i naufraghi parti civili alcuni hanno visto rideterminare, in aumento in loro favore, le provvisionali per i risarcimenti, con un rialzo medio di 15.000 rispetto al primo grado. Alcune parti civili si sono dette solo in parte soddisfatte e annunciano ricorsi ulteriori. Invece il legale del responsabile civile, l’avvocato Marco De Luca, per la compagnia Costa Crociere ha parlato di “sentenza equilibrata”, “come lo fu quella del primo grado” di cui, ha aggiunto, “è la copia conforme”.

Sulle critiche di alcune difese di parte civile che avrebbero aspirato a ottenere di più e che hanno annunciato di ricorrere in Cassazione De Luca ha detto: “Continueranno a perdere”. Nulla da fare poi per l’isola del Giglio che chiedeva 20 milioni di euro a titolo di danno non patrimoniale: la corte ha confermato la provvisionale da 300.000 euro.

LA COSTA CONCORDIA – Nel naufragio del 13 gennaio 2012, con la nave che finì contro gli scogli per una rotta vicina all’isola del Giglio, morirono 32 persone, molte decine rimasero ferite o traumatizzate, ingenti furono i danni materiali, tra cui la perdita della nave.

Smantellati i ponti, ormai della Costa Concordia resta soltanto lo scafo. A occuparsi della demolizione della nave naufragata all’Isola del Giglio è stato il consorzio Ship Recycling, frutto di un accordo tra Saipem e San Giorgio del Porto. Oltre 25.800 tonnellate di materiale sono già state rimosse e di queste l’82% saranno recuperate. Entro il mese di luglio anche lo scafo, ancorato al porto di Genova, sarò portato nei bacini di carenaggio per la demolizione finale.