Cronaca Italia

Francobollo, solo Poste Italiane può usarlo: Tar respinge ricorso Globe Postal Service

Francobollo, solo Poste Italiane può usarlo: Tar respinge ricorso Globe Postal Service

Francobollo, solo Poste Italiane può usarlo: Tar respinge ricorso Globe Postal Service

ROMA – Solo Poste Italiane può usare i termini “francobollo”, “stamp” e “affrancatura”. Il Tar del Lazio ha così respinto in una sentenza del 26 luglio il ricorso di Globe Postal Service, Gps, che aveva chiesto all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di annullare il divieto di utilizzo di queste parole nel materiale informativo alla propria clientela.

La vicenda inizia quando nell’aprile dello scorso anno la società Gps, autorizzata dal Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) a svolgere servizi di raccolta, trasporto, smistamento e distribuzione di invii postali fino a 2 chili, è stata sollecitata dall’Agcom ad eliminare i termini ‘francobollo’, ‘stamp’ e ‘affrancatura’ da tutti i prodotti e materiali informativi in qualsiasi forma utilizzati nei confronti della clientela. Tutto ciò, tra l’altro, ai sensi del Contratto di Programma 2015-2019 tra Poste Italiane ed il Mise, secondo il quale la distribuzione e la commercializzazione dei francobolli costituiscono prerogativa dello Stato italiano.

Contro questa comunicazione, Gps è insorta davanti al Tar chiedendone l’annullamento. I giudici amministrativi, nel respingere il ricorso, hanno ritenuto che “i termini ‘francobollo’, ‘stamp’ e ‘affrancare/affrancatura’, ai sensi della Convenzione Upu (Universal postal union) (d.P.R. 12 gennaio 2007, n. 18), sono termini riservati allo Stato e a Poste Italiane quale operatore titolare del servizio universale e, per quanto più interessa in questa sede, concessionario del diritto di esclusiva nella distribuzione delle carte valori postali”.

Inoltre il fatto che il termine ‘francobollo’, “seppur in genere accompagnato da una aggettivazione caratterizzante, è ampiamente impiegato dalla società ricorrente nel proprio materiale pubblicitario e informativo” provoca “una notevole confusione tra gli utenti”, dimostrato “in modo evidente, seppur presuntivo, dall’elevatissimo numero di invii di cartoline GPS erroneamente entrati nella rete del fornitore del servizio universale, fenomeno dovuto ai molti turisti che imbucano cartoline GPS nelle cassette di Poste Italiane, anziché in quelle di proprietà della ricorrente”.

To Top