Cronaca Italia

Freddo e neve: prezzi pesce alle stelle, fino a +30%

Freddo e neve: prezzi pesce alle stelle, fino a +30%

Freddo e neve: prezzi pesce alle stelle, fino a +30%22

ROMA – Il maltempo fa salire alle stelle il prezzo del pesce e porta rincari anche per frutta e verdure. Mentre sale a 400 milioni il conto dei danni causati nelle campagne italiane dall’ondata di gelo e vento. E’ la fotografia scattata dalle associazioni di settore che da giorni stanno monitorando la situazione in tutta Italia lanciando un allarme anche sulla “strage di animali”, soprattutto nelle zone colpite dal terremoto.

Freddo, vento e mareggiate impediscono ormai da oltre una settimana l’attività di pesca e sui mercati si registrano aumenti di prezzo per i prodotti ittici con punte del 30%, rispetto alla media del periodo. Lo rileva Federcoopesca-Confcooperative, sottolineando che i rincari sono per lo più in fase di vendita al dettaglio. Il rischio per il consumatore in questi giorni, inoltre, è acquistare prodotti spacciati per italiani senza esserlo, con aumenti ingiustificati non legati alla qualità dell’offerta.

E’ importante – spiega l’associazione – cercare sull’etichetta dei pesci in commercio la zona di cattura, che per il Mediterraneo è ‘Fao 37’. Insomma una doppia beffa per i pescatori, precisa la Federcoopesca, i quali non solo pescano poco o niente da giorni, ma stanno vendendo a prezzi bassi per la scarsa domanda. La situazione non migliora nel settore ortofrutticolo dove l’ondata di maltempo che ha portato neve, gelo e vento ha fatto salire a 400 milioni il conto dei danni. Secondo Coldiretti il maltempo eccezionale di gennaio ha distrutto interi raccolti di ortaggi invernali nelle regioni del centro sud e provocato danni alle serre e alle piante da frutta.

Le conseguenze si sentono anche per i consumatori nei supermercati dove sono drasticamente ridotte le consegne di verdure con inevitabili riflessi sui prezzi che mediamente aumentano del 200% dal campo alla tavola. Coldiretti lancia un allarme anche sulla “strage di animali”, con il crollo del 50% della produzione di latte nelle mucche e pecore stressate dal freddo. Nelle aree colpite dal terremoto di Lazio Umbria, Marche e Abruzzo – sottolinea l’associazione – sono sepolte dalla neve 3mila aziende agricole e stalle con le perdite maggiori dovute al crollo della produzione di latte e alla impossibilità di consegnarlo. Così come è difficile la consegna di altri prodotti deperibili come le mozzarelle, che sono stati gettati.

La perdita è stimata in milioni di euro a cui si aggiungono i maggiori costi dovuti ai disagi creati dal maltempo stimabili al +30% per le difficoltà a raggiungere il bestiame, per alimentarlo, mungerlo, abbeverarlo. Allarme anche in Sardegna dove potrebbero essere centinaia gli animali morti, soprattutto mucche, intrappolate nella neve.

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