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Fuga di gas Milano: papà bimbe ustionate indagato per strage

MILANO – Fuga di gas Milano: papà bimbe ustionate indagato per strage. E’ stato indagato per strage Giuseppe Pellicanò, l’uomo rimasto ferito nell’esplosione che ha distrutto parte di un palazzo in via Brioschi a Milano causando la morte di tre persone e diversi feriti. Per la esplosione rimasero uccisi una coppia di giovani marchigiani, la moglie di Pellicanò mentre le loro figlie di 11 e 7 anni rimasero gravemente ustionate.

L’ ipotesi è che la fuga di gas sia stata provocata volontariamente da Pellicanò che ha ricevuto un avviso di garanzia per accertamenti irripetibili.

Risulta manomesso il tubo del gas dell’appartamento in cui viveva l’uomo con la sua famiglia. E’ quel che emerge dalle indagini del pm Elio Ramondini e dell’aggiunto Nunzia Gatto che hanno firmato un avviso di garanzia per il pubblicitario milanese in vista di accertamenti irripetibili che riguardano le impronte digitali e biologiche sul tubo. Tubo che non si sa ancora se sia stato tagliato o staccato. Sono stati rilevati 47 metri cubi di gas metano nell’appartamento. Secondo le rilevazioni da parte dei tecnici dell’A2A dal contatore di casa Pellicanò, la fuoriuscita di gas è stata di 6 metri cubi all’ora, una quantità rilevantissma: basti pensare, è stato riferito, che per provocare un’esplosione è sufficiente un metro cubo e mezzo di gas metano. Con questi dati inquirenti e investigatori hanno calcolato che il gas ha cominciato a fuoriuscire circa otto ore prima dello scoppio, cioè attorno all’una di notte. 

Per questo e per il fatto che il tetto sopra gli appartamenti esplosi stia crollando gli investigatori devono compiere molto rapidamente una serie di accertamenti irripetibili. Accertamenti che hanno portato alla notifica di un avviso di garanzia per strage al legale del’uomo e ai quali, se lo vorrà, potrà partecipare un suo consulente così come un consulente delle altre persone ferite. Pellicanò, che deve essere ancora interrogato, si trova al momento ancora ricoverato a Niguarda, così come le sue bambine, per le gravi ustioni riportate.

Dall’inchiesta è emerso che l’uomo era in cura da uno psichiatra e da uno psicologo per problemi di depressione e, con la moglie, rimasta uccisa dall’esplosione, stava frequentando un professionista che si occupa di mediazione familiare per rendere meno traumatica la separazione.


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