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“Funghi nella Coca Cola”: denuncia di un barista

AVEZZANO (L’AQUILA) – “Funghi nella Coca Cola”: la denuncia di un barista di Avezzano (in provincia dell’Aquila) che si è rivolto ad un avvocato. Ma la multinazionale declina ogni responsabilità e parla di un fenomeno legato ad eventi esterni.

Mario Moscarella, titolare del bar trattoria “La Mandorla” di Antrosano, frazione di Avezzano, aveva preso due bottiglie di Coca Cola da servire ai propri clienti, ma quando le ha stappate ha visto che all’interno c’era qualcosa di strano, come dei funghi, spiega Plinio Olivotto sul quotidiano Il Centro. Così si è rivolto all’avvocato Gianni Paris per chiedere un risarcimento alla multinazionale.

Spiega Olivotto sul Centro:

Il legale, conosciuto in città per essere anche il presidente dell’Avezzano calcio, ha immediatamente segnalato il fatto all’azienda produttrice: «Mi sono attivato immediatamente e ovviamente ho pensato anche di quantificare il danno subìto dal mio assistito, perché oltre alla perdita economica bisogna considerare anche quella di immagine, dal momento che questo locale è frequentato da moltissime persone. E quando accadono fatti del genere il passaparola può causare problemi anche a lunga scadenza».

La risposta della Coca Cola è arrivata subito, insieme alla richiesta di ulteriori informazioni sul lotto di produzione, per poter fare le ricerche sulla partita di Avezzano in base alle norme che regolano la tracciabilità di ogni prodotto, quelli alimentari in particolare, che prevedono che per ogni lotto di cibo venga conservato un campione, in modo da poterne controllare la corretta lavorazione in caso di necessità.

Ma la successiva comunicazione della Coca Cola è stata chiara:

“Eè stata effettuata una specifica verifica interna del lotto di produzione, e in base ai risultati delle analisi svolte, il prodotto contenuto nei campioni gemelli è risultato conforme ai requisiti igienico sanitari previsti dalla legge, ed i relativi processi produttivi non hanno presentato alcuna anomalia”.

Ma per l’avvocato Paris, che ha fornito anche le foto, «ben due bottiglie destinate alla vendita al pubblico contenevano della muffa con relativi corpi estranei, all’apparenza veri e propri funghi. Una bottiglia è stata servita ad un tavolo di venti persone». Il legale ha quantificato il danno in 15mila euro. 

La Coca Cola ha escluso qualsiasi responsabilità ma, spiega Olivotto, considerando l’interesse primario che è la soddisfazione dei clienti, si è detta disponibile “a valutare una soluzione amichevole della vicenda”.

 


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