Cronaca Italia

Funivia Monte Bianco: il vento, i cavi, le comunicazioni. Cosa è successo

Funivia Monte Bianco: il vento, i cavi, le comunicazioni. Cosa è successo

Funivia Monte Bianco: il vento, i cavi, le comunicazioni. Cosa è successo

ROMA – Funivia Monte Bianco: il vento, i cavi, le comunicazioni. Cosa è successo. Notte da incubo per i passeggeri delle telecabine sulla “Panoramique Mont-Blanc”: ora che sono stati tutti tratti in salvo, si inizia a ragionare su cosa è andato storto, perché la funivia si è fermata facendo rimanere sospesa 17 ore a 3800 metri di altezza le telecabine con la temperatura che di notte è scesa a zero gradi. Tutti gli altri passeggeri, il grosso distribuito sulle altre telecabine erano stati invece evacuati con gli elicotteri o calati con le funi sul ghiacciaio prima di essere recuperati.

Un mix di cause, come spesso avviene, l’azione combinata di eventi imprevedibili e imperizia umana: due cavi si sono accavallati, colpa di un colpo di vento, ma la lentezza delle operazioni di ripristino dell’agibilità e di messa in sicurezza della funivia è dovuta a deficienze comunicative. Le condizioni meteo, poi, hanno impedito il normale dispiegarsi delle operazioni di soccorso.

San raffaele

Scarse comunicazioni con la compagnia francese. “E’ stata molto dura, 18 ore in tre o quattro persone, senza cibo e senza bagno. C’è stata poca comunicazione con la compagnia francese della telecabina”, ha riferito una delle persone evacuate dalla cabinovia.  Quando il sole si è alzato e le condizioni di sicurezza lo hanno permesso, l’impianto – inaugurato nel 1956 e totalmente revisionato un paio di anni fa – è stato rimesso in funzione.

I cavi accavallati. L’incidente, cioè l’accavallamento dei cavi non è un evento raro: un colpo di vento forte è messo in conto. Anche sulla Valleé Blanche la procedura in questi casi prevede l’interruzione della circolazione degli ovetti e il recupero dei passeggeri con gli elicotteri. E’ una procedura standard, solo che stavolta, a causa delle cattive condizioni metereologiche, i velivoli erano impossibilitati a intercettare i passeggeri.

Il meteo nemico. A un certo punto della serata per gli elicotteri è stato impossibile prendere il volo. Anche per quelli con visore notturno nella disponibilità dei francesi. I più vicini alle stazioni sono stati calati o trasferiti sugli elicotteri che fin lì potevano volare. Ma per chi si trovava a metà corsa – il tragitto totale è di 5 km – non c’è stato nulla da fare se non aspettare il giorno e che il tempo si rimettesse: in quel tratto saltare giù significa un volo di 300 metri.

 

 

 

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