Cronaca Italia

Furbetti del cartellino, condannata per assenteismo ora è capo settore

Furbetti del cartellino, condannata per assenteismo ora è capo settore

Furbetti del cartellino, condannata per assenteismo ora è capo settore

BOLOGNA – Processata per assenteismo e condannata a 14 mesi per truffa ai danni dello Stato insieme ad otto colleghi, era stata anche sospesa per due mesi. Rientrata al lavoro, una dipendente del ministero dello Sviluppo economico (Mise), ispettorato territoriale dell’Emilia-Romagna, adesso è stata ripristinata capo settore.

La nomina è in un ordine di servizio del direttore ad interim delle attività territoriali del Mise, del 16 maggio. Una scelta “poco opportuna, date le circostanze”, per la Fp-Cgil di Bologna: “Mi piacerebbe sapere – commenta la segretaria generale, Anna Andreoli – come è stata fatta la valutazione. Dopo la condanna e la sospensione ha pagato i suoi debiti, tuttavia mi pare inopportuno pensare che nel selezionare dipendenti per posizioni di responsabilità non si tenga conto del pregresso”.

Di nomina “quanto meno inopportuna e certamente oggetto di potenziali tensioni” parla pure Ciro Rinaldi, il dipendente che con la sua denuncia nel 2009 diede il via all’inchiesta sui colleghi. “La collega in questione – precisa – oltre che aver subito una condanna per truffa aggravata allo Stato in sede penale, è stata anche oggetto di una pesante sanzione di sospensione irrorata da questa amministrazione. Alla luce di questo ribadisco la mia, a solo titolo personale, valutazione di inopportunità circa la scelta operata”.

L’indagine della Guardia di Finanza e della Procura aveva documentato che i dipendenti si allontanavano dall’ufficio durante l’orario di lavoro senza autorizzazioni o giustificazioni, alcuni timbrandosi reciprocamente il cartellino, in modo da apparire comunque in servizio. Gli accertamenti avevano portato inizialmente ad oltre 30 indagati, poi in nove sono finiti a processo e sono stati condannati in primo grado a gennaio 2016. In seguito per alcuni erano scattate le sanzioni disciplinari della sospensione.

Nell’ordine di servizio c’è anche un altro condannato, anche lui ripristinato vice responsabile di un settore.

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