Cronaca Italia

Furti di mimose in Liguria: scattano i pattugliamenti notturni dei carabinieri

Furti di mimose in Liguria: scattano i pattugliamenti notturni dei carabinieri

BORDIGHERA (IMPERIA) – Ladri di mimose in azione in Liguria. Con l’avvicinarsi della festa della donna, l’8 marzo, e l’inizio delle fioriture, sono cominciati anche i furti nel Ponente ligure, e in particolare sulle alture di Latte, vicino a Ventimiglia, e di Imperia, alle spalle di Bordighera, tra Perinaldo e Vallebona.

Razzie che colpiscono coltivatori già in crisi, e che con l’arrivo di febbraio non risparmiano nemmeno il verde ornamentale, come cuscus, pirosforo, erica cinema, populus, spiega Loredana Demer sul Secolo XIX. Sono tonnellate i rami rubati dalle fasce a ridosso della costa. I ladri agiscono di notte e poi rivendono il bottino nel mercato nero del florovivaismo. 

Per cercare di contrastare questi furti i carabinieri hanno organizzato pattuglie speciali durante la notte. Anche se non è facile fermare i ladri, che agiscono in terreni impervi e difficilmente raggiungibili. E molto in fretta: bastano poche ore perché spariscano quintali di mimose. E noon solo.

“Mimosa e verde ornamentale sono il bottino preferito”, ha spiegato al Secolo XIX il sindaco di Vallebona, Roberta Guglielmi, la prima a sposare l’ipotesi dei carabinieri sui furti mirati. “I ladri vengono pagati pochi spiccioli, a guadagnarci sono i venditori”.

Al momento i prezzi delle mimose si aggirano sui 7/8 euro al chilo, ma il costo salirà con l’avvicinarsi dell’8 marzo. Secondo gli inquirenti dietro alle razzie di fiori ci sarebbe un unico mandante che coordina la banda organizzata in modo da colpire diverse zone contemporaneamente e dotata dei mezzi e uomini necessari.

Nei loro pattugliamenti i carabinieri controllano soprattutto furgoni, station wagon e monovolume, auto grosse che potrebbero trasportare le piante. Le verifiche scattano nel tardo pomeriggio e proseguono fino all’alba.

Ma quelli di mimose non sono gli unici furti avvenuti in Liguria negli ultimi giorni, come ricorda Il Secolo XIX:

Un altro furto, clamoroso, è avvenuto a Sanremo, alla chiusura del Festival della canzone. È stata infatti rubata “Itala”: è una margherita non qualunque, ma un fiore prezioso, che l’Istituto per la floricoltura ligure ha voluto dedicare a Italo Calvino, sanremese e figlio dell’agronomo e botanico Mario. Una varietà nuova e brevettata e frutto di oltre quattro anni di ricerche e sperimentazioni. Chissà se lo sa chi ne ha trafugato due vasi dallo stand della Regione Liguria al “Palafiori” di Sanremo, dove Itala faceva bella mostra di sé. Al momento di smontare lo stand, la scoperta: Itala non c’era più. E trattandosi di una varietà brevettata, la Regione e l’agenzia di promozione turistica In Liguria hanno dovuto denunciarne la scomparsa alla questura di Imperia. (…) Per fortuna ce ne sono altri quarantanove esemplari, 48 sono tenuti sotto chiave nell’istituto della floricoltura e uno nell’atrio della Regione Liguria.

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